2 Giugno 2005

Dove producono le griffe del made in Italy

Viaggio di MFF tra prime e seconde linee, italiane ma non troppo: parte delle lavorazioni delle linee ammiraglie vengono realizzate all'estero. Cina, Nord Africa ed Europa dell'est per i capi basic. Ma il top di gamma continua a essere interamente prodotto in Italia. Paola Gervasio e Michela Zio

Sono i grandi volumi, quelli sopratutto delle seconde linee, che obbligano le griffe della moda made in Italy a delocalizzare le produzioni oltre i confini del Belpaese. Non tutte le produzioni: dall'inchiesta realizzata da MFF per capire chi delocalizza che cosa, emerge infatti che, a garanzia di qualità, le prime linee sono saldamente made in Italy. Con qualche eccezione per alcune maison che, per esigenze stilistiche specifiche legate a stagioni particolari, trasferiscono parte della realizzazione del prêt-à-porter all'estero. È il caso per esempio del gruppo Prada, che quando serve si rifornisce di semilavorati dall'estero, come i ricami dall' India.

Le vie della moda non sono tuttavia infinite. Se per alcuni, infatti, la meta del ricamo-gioiello non va oltre le calde regioni dell'India, per altri si schiudono nuovi orizzonti che percorrono meridiani e paralleli a cavallo tra Indonesia, Turchia e America Latina, scoperta quest'ultima dal gruppo La Perla.

Mentre in Turchia, oltre che per i ricami, c'è chi ci va per il denim, come Mariella Burani fashion group.

E La Cina? Per ora la si frequenta per risparmiare sui costi, quindi spesso per realizzare le seconde linee. Un esempio su tutti sono le T-shirt di Armani jeans, prodotti veloci, che durano nel guardaroba al massimo un paio di stagioni. Anche perché, come ha detto Lavinia Biagiotti, ´quello che viene fatto lì ha finanche un altro odore'. Ma chi pensa al futuro sa che anche in Cina il costo della manodopera inizierà in pochi anni a crescere. Morale? Si va a produrre nell'Europa dell'Est o in Paesi del Nord Africa, ancora tutti da scoprire.

´Stiamo sperimentando la produzione in Nord Africa', ha spiegato Michele Norsa, amministratore delegato di Valentino fashion group, ´il rapporto qualità/prezzo è ottimo e ci costa meno rispetto alla Cina da un punto di vista di spedizioni. Sono certo che in pochi anni anche in Asia il costo della manodopera inizierà a salire, tanto vale avviare un network produttivo che tenga conto di questo'. (riproduzione riservata)

GIANFRANCO FERRÉ

Non delude i suoi raffinati fan, producendo infatti il 100% delle sue collezioni couture nel Belpaese. Solo le seconde linee affidate a gruppi licenziatari sono realizzate in minima parte all'estero.

GILMAR

Le linee di prêt-à-porter di Iceberg sono prodotte in Italia, tranne i ricami realizzati in India. Le seconde linee sono invece prodotte per un 30% all'estero. Prevalentemente in Cina e India. ´Tra le nuove scommesse della nostra azienda c'è anche la Turchia', ha detto a MFF Paolo Gerani, direttore creativo di Iceberg, ´a livello produttivo sembra essere infatti un mercato che offre forti potenzialità per noi italiani: è vicino e il rapporto qualità/prezzo è ottimo'.

GIORGIO ARMANI

Il numero uno della moda nel mondo produce in Italia l'80% dell'intera gamma delle sue collezioni. Il rimanente 20% nasce soprattutto in Cina (le t shirt di Armani jeans), mentre una buona parte dei ricercati ricami della maison vengono eseguite in raffinati laboratori indiani.

GUCCI

Abbandona il sacro suolo italiano soltanto per le sue blasonate collezioni di orologi. Che produce, naturalmente, in Svizzera.

IT HOLDING

A livello produttivo le prime linee sono realizzate totalmente in Italia, mentre le seconde sono prodotte tra Nord Africa, Cina ed Europa dell'Est. Fanno parte del portafoglio marchi del gruppo: C'n'c costume national, Just Cavalli, D&G, Versus, Versace Jeans couture, GF Ferré ed Exté.

LA PERLA

Può contare su molti piccoli laboratori italiani che lavorano per le sue collezione di intimo e beachwear. Ma ammette di delocalizzare il 20% delle sue produzioni in Indonesia, Cina e Messico.

LAURA BIAGIOTTI

Esibisce il suo full made in Italy con l'etichetta ammiraglia, ma anche con la seconda linea e le collezioni bimba, realizzate al 100% in Puglia. ´Facciamo fare tutto tra Lazio e Toscana, assolutamente in Italia quindi', ha dichiarato a MFF Lavinia Biagiotti, ´e il nostro grande lusso è la fabbrica che abbiamo a Pisa, dove 30 signore lavorano il nostro cashmere con metodo assolutamente artigianale'. È, invece, made in China la produzione della seconda linea di borse, Laura by Laura Biagiotti.

MARIELLA BURANI FASHION GROUP

Le prime linee del gruppo sono prodotte quasi esclusivamente in Italia. Le seconde linee invece sono prodotte anche all'estero, in India per esempio vengono realizzati i ricami. ´Da noi ormai hanno costi proibitivi', ha spiegato a MFF Andrea Burani, amministratore delegato Mariella Burani fashion group, ´per il denim ci approvvigioniamo in Turchia. Facciamo traffico di perfezionamento passivo per esempio partendo da tessuti italiani che poi facciamo confezionare come capispalla nella Repubblica Ceca'.

MISSONI

Resta ancorato alla grande qualità del made in Italy, con una sola eccezione: il 2% delle tre collezioni uomo, donna e sport, realizzato in India (gioielli e ricami).

PRADA

Produzione realizzata al 100% in Italia. Tranne semilavorati particolari, che vengono prodotti all'estero, come i ricami realizzati in India. ´Ma si tratta di produzioni stagionali, legate alle singole collezioni presentate in passerella', precisa l'azienda. Stesso discorso per le altre griffe del gruppo. La produzione di Jil Sander invece è stata recentemente trasferita in Italia.

ROBERTO CAVALLI

Prime linee tutte made in Italy al 100%, le seconde linee invece sono in parte prodotte all'estero.

SALVATORE FERRAGAMO

La produzione avviene rigorosamente in Italia, dagli accessori al prêt-à-porter. È realizzata attraverso partner produttivi italiani, molti dei quali lavorano da anni in esclusiva per la maison fiorentina. I prodotti finiti arrivano a Firenze per il definitivo controllo di qualità prima di essere messi in distribuzione. Unica eccezione sono gli occhiali, che sono però prodotti in licenza da Luxottica.

VALENTINO Fashion Group

Le prime linee sono realizzate in Italia. Per i marchi come Marlboro Classics, Uomo Lebole e Hugo Boss prevale invece la delocalizzazione, divisa tra Cina, India, Turchia, Repubblica Ceca ed Egitto. ´Attualmente stiamo facendo dei test in Egitto per la produzione di abiti intelati', ha detto a MFF Michele Norsa, amministratore delegato di Valentino Fashion group, ´il rapporto tra la qualità e il prezzo è infatti ottima. La spedizione, inoltre, costa meno rispetto all'Asia. Inoltre ha come vantaggio che è più veloce per le vendite in Europa'.

VERSACE

Le linee di abbigliamento sono realizzate totalmente in Italia in tutte le loro fasi di produzione, dichiara la società. ´Cerchiamo l'eccellenza ovunque', ha affermato a MFF Santo Versace, presidente del gruppo Versace, ´gli orologi li produciamo in Svizzera, le ceramiche in Germania, per esempio. Solo alcune linee di abbigliamento sono realizzate all'estero, nell'Europa dell'Est, ma sono quelle basic, per esempio il denim'. (riproduzione riservata)