3 Ottobre 2007

Il barocco siderale di Balenciaga

Ghesquière forgia una silhouette ipergeometrica, partendo da spalle-scultura. Mescolando citazioni 700, forme da space age, dettagli neo-hippy e oriental glam. Stefano Roncato (Parigi)

di Stefano Roncato (Parigi)

Una nuova dinastia che si muove tra Versailles e Blade runner. Una corte che sposa citazioni 700 e oriental glamour a partire dalla prima uscita forgiata, anzi incisa con un taglierino da Nicolas Ghesquière. Che per la sfilata Balenciaga apre la sede di rue Cassette con pareti di specchi e un pavimento floreale. A ricordo di qualche cortigiana rococò che ieri mattina si sarebbe fatta stregare dalla silhouette archittettonica di tubini costruiti come sculture. La matrice è ipercouture, supergeometrica, con dettagli di forme a uovo da viaggiatrice space age ma scaldata da tessuti floreali in tinte accese, dai riflessi metallici che ricordano broccati e tappezzerie di qualche palazzo reale. Le nuove imperatrici si immolano al loro popolo annullando il corpo. Ridisegnano linee nette, importanti, assolute, a partire dalle spalle, nuovo elemento-cardine di un edonismo siderale. Con sbuffi che esplodo nelle pieghe del tessuto, con tagli affilati, con strati colorati potati come le siepi di un giardino all'italiana, con sovrapposizioni successive come le armature da samurai. La costruzione, rigida come un vaso Ming, è tutta interna, fuori rimane solo l'effetto finale di gonne a palloncini squadrati, vita segnata come nei bustini delle relazioni pericolose. Gli scolli si disegnano come crateri, da stringere con una corda come una borsa a secchiello. Sulla schiena delle giacche compaiono applicazioni di ricami come arazzi, i colletti sono da new guru, i botticini trasversali citano In the mood for love. Lo strascico diventa una mantellina, le cuciture sono suture a vista che strizzano l'occhio a lavorazioni artigianali da hippy style. Come gli stivali bianco neri, stretti da cinghie laterali. Ma il viaggio riparte ancora. Con in raso dalle tanalità accese. Per pantaloni seconda pelle e bluse rigide, dalle cuciture ergonomiche.

Giudizio. Lo show di Balenciaga è come un pugno nello stomaco. Colpisce la mente come pochi. La collezione è forte, lancia dei moniti, in tema di stampe e silhouette. Entra in una nuova era barocco-space, esplora forme couture applicandole a citazioni orientali. Siglando, anzi, confermando il talento di Ghesquière come uno degli ultimi grandi talenti della moda contemporanea. (riproduzione riservata)