6 Marzo 2009

Aristocrachic Balenciaga

Ghesquière disegna una silhouette raffinata ed elegante tra onde di drappeggi per giacche e gonne e fantasie camouflage-animalier rilette con un occhio psichedelico. Con fasce di pizzo delicato sotto le scollature, per un nuovo, primo, brivido di seduzione

di Stefano Roncato (Parigi)

Stucchi dorati alle pareti, maglie di cristalli effetto tappezzeria-gioiello, gonne in seta a onde come tende di un palazzo nobile. Probabilmente andare a sfilare all'hotel Crillon non è stato casuale. Perché la donna Balenciaga abbandona il suo spazio modernista di rue Cassette per un défilé nelle sale del celebre albergo in place de la Concorde. Dove la femme disegnata da Nicolas Ghesquière sembra essere molto a suo agio. Si muove con un fruscio impercettibile tra gli specchi dalle cornici a 24 carati, dove si regala gli ultimi sguardi, si concede gli ultimi vezzi. Bracciali scultura dorati, con catene importanti. Calze velate con pois per le gambe. Stivaletti a calza grigia o in crochet nero ravvivati da scampoli infiocchettati sul lato. La silhouette si ammorbidisce, la figura è accompagnata da drappeggi nei pantaloni più larghi in vita o con un'applicazione a contrasto sul fondo delle giacche. Che non perdono il loro aplomb. E si portano anche con pantaloni dal taglio maschile con una pence. L'effetto d'insieme è di una Dynasty recitata in avenue Montagne, con protagoniste muse di uno chic parisienne con acuti eighties. Alla mente vengono donne-totem come Loulou De La Falaise (presente alla sfilata), Ines De La Fressange o la contessa Jaqueline de Ribes. Pronte a qualche vanità seduttiva. Le scollature si tuffano profonde, rivelano una fascia di pizzo intrigante a coprire il seno. I tubini hanno uno spacco profondo che fende una costruzione a bassorilievo. Per aprire le danze su abiti in visone rasato blu notte, scamiciati all'insegna di stampe astratte e dress con un nuovo camouflage in tinte da pittore impressionista. Talmente camuffato da avere impercettibili macchie animalier. Ravvivato da ricami accesi. Distorto come quella musica psichedelica che chiude lo show.

Giudizio. Balenciaga cambia rotta, entra in un mood meno futurista, architettonico o spaziale. In favore di una donna più chic ed elegante ma sempre riletta con l'occhio moderno di Ghesquière, che dimostra maturità e conferma di essere ancora una mente da seguire. La new vision è davvero interessante. Le lavorazioni degli abiti rivelano la mano di un vero artista dell'abito, con stampe e virtuosismi che non passano inosservati. Forgiando un concetto di chic avantgarde. (riproduzione riservata)