2 Ottobre 2009

Balenciaga a ritmo art-core

Ghesquière mescola hi-tech e rustico per una silhouette ipergrafica da musa underground. A base di mix di pelle, in pant aderenti da biker e gilet con cappuccio. Fra top a quadri geometrici come un dipinto costruttivista, mini intagliate come un’opera cinetica, fiammate fluo e pennellate di colore come un action painting

di Stefano Roncato (Parigi)

Una musa underground, un diavolo dalla città degli angeli. Che in una rave di Los Angeles indossa un gilet incappucciato per coprire uno sguardo strisciato di nero con un flash fluo nell’interno dell’occhio. Nappa, struzzo, plissettature, pieghe origami forgiano gilet e pantaloni aderenti da nuova rocker astratta. Perché le ragazze disegnate da Nicolas Ghesquière per Balenciaga tornano cattive, irraggiungibili, dopo la pausa di chic parisienne di questo autunno. Il ritmo è hard core, la vena è artistoide. «No references», ha spiegato a MFF Ghesquière nel backstage all’hotel Crillon dove si è consumato lo show, «volevo una visione molto grafica all’insegna dei contrasti». Avant-garde e couture, hi-tech e rustico. Il mélange esiste in ogni capo, ma si svela solo a distanza ravvicinata. Inserti con mini intrecciati lucidi, lavorazioni con effetto rafia carpet, mix di chiffon e pelle che convivono nello stesso top, architettonico come un quadro costruttivista alla Malevic. Sono quadri e rettangoli in un puzzle portato con mini di pelle a pieghe che perde l’innocenza con trasparenze sul lato e lavorazioni spinte al limite, come oggetti esposti in una galleria downtown. Come le gonne corte del finale, intagliate a spicchi che si muovo come un’opera ipercinetica. Le fantasie strisciate sono pronte per una sessione di action painting, ritornano anche sugli stivali con accenni di inserti metallici, issati su tacchi a tronco di cono. E irrompono irruente le improvvise fiammate dai colori intensi e fluo, per illuminare anche le pieghe di una blusa candida, o si mescolano in una palette tendente al polveroso, all’asfalto, al cemento. Quello solcato da una art-biker in una metropoli. Giudizio. Balenciaga torna a mettere i brividi. La silhouette maledetta con pantaloni seconda pelle, asimmetrie, giacchini asciutti appartiene all’estetica lanciata dallo stesso stilista. Ma questa volta a colpire maggiormente sono le sapienti lavorazioni e la ricerca fatta sui materiali e sui loro accostamenti. Da collezionare. Come se ogni pezzo fosse pronto a trasformare un look in una exhibition vivente. (riproduzione riservata)