1 Ottobre 2010

Punkish Balenciaga

Il mondo della musica ispira Nicolas Ghesquière. Tra borchie, cappottini in pied-de-poule da bad girl, dettagli biker e lavorazioni ipertecnologiche con un effetto industrial. E anfibi in pellami preziosi, con una suola di boule metalliche. Stefano Roncato (Parigi)

Punkish Balenciaga

Niente tacchi frivoli. Solo scarpe basse appuntite o anfibi intagliati in pellami pregiati. Chiusi da ganci metallici, con una suola di borchie per camminare sui nemici. Le ragazze di Balenciaga diventano cattive. Indossano cappottini con fantasie pied-de-poule nero-rosse con una mano lucida, industrial. Su cui piovono boule metalliche punkeggianti per i colletti del coat, nelle cinture sulle camicette smanicate. «Più che i punk sono le figlie dei punk», ha spiegato a MFF Nicolas Ghesquière, anima creativa della maison francese del gruppo Ppr-Gucci. Che come al solito non ha mezze misure. «C'è una vena legata alla musica, con una contrapposizione di boyish e attitude sensuale. Ma anche grande individualità». Sottolineata da una casting molto pensato. Ciuffi ribelli sugli occhi per le new faces che aprono lo show, scovate con uno street casting in giro per l'Europa. Ma ecco anche facce note. Stella Tennant, Amber Valletta, Carolyn Murphy. E la coda di cavallo di Gisèle Bundchen che chiude lo sfilata. Con indosso un top-architettura ipermoderno, rigido, stratificato, asimmetrico. Che celebra quella mutazione vestimentaria che anima tutta la collezione. Gonne stratificate, un palloncino con una gabbia di pizzo rigido. Pantaloni bombati, corti, maschili con bluse artistoidi, disegnate da applicazioni che sembrano colate di plastica. «Paillette messe all'interno, che regalano un effetto di pioggia», ha aggiunto lo stilista. Che forgia tunichette tagliate a sbieco, ricamate come fossero state spalmate di gloss. Tra gilet con inserti di pitone e spalle matelassé, o biker jacket lucide. Oliate.

Giudizio. Un colpo netto, preciso. Una collezione che lascia il segno. Con una tendenza forte che però viene sapientemente filtrata grazie a quella magica capacità di rileggere gli abiti come fossero pezzi d'arte. (riproduzione riservata)