30 Settembre 2011

L'evoluzione architettonica di Balenciaga

Ghesquière disegna giacche ipergeometriche sospese sul corpo, lavorazioni a onda e maxi visiere per le silhouette più costruite. E sulla passerella della griffe torna il jeans

L'evoluzione architettonica di Balenciaga

«Volevo creare l'idea di un'architettura flottante, lavorando con materiali naturali e costruendo un guardaroba dai pezzi classici». O new classics, visto il risultato. Perché le parole di Nicolas Ghesquière nel backstage di Balenciaga diventano una chiave di lettura per una collezione in cui si continua a sperimentare. Con qualche colpo di scena che trasforma lo show in un fashion moment. Cedono una dopo l'altra e con forte rumore quattro panche dell'intima e supervip sfilata. Nessuno si fa male cadendo per terra, qualche sorriso e una voce fuori campo prega gentilmente di seguire lo show in piedi, senza sedersi. E di fronte al pubblico di all standing escono le prime giacche. Si parte dal capospalla geometrico, che sembra imbottito e sospeso sul corpo, in un mix di colori tenui dai riflessi perlati. Si portano con shorts-coulotte, con stivaletti rockeggianti animalier dalle ali svettanti sui lati. Bello il lavoro ondulatorio fatto per il retro delle bluse e per gli scolli degli abiti al ginocchio, con la vita sottolineata da una cintura. Interessante l'arrivo del jeans, per i pantaloni bifronte dal retro a contrasto nero. Le citazioni sono sempre al lavoro di Cristobal Balenciaga, alle sue forme monumentali e anche alla sua vita personale. A suo padre di professione pescatore sono ispirati i cappelli del finale, trasformati in visierine con ricami interni, dalla forma conoidale, un po' monacali un po' Gengis Khan. Da portare con silhouette allungate di gonne cosparse di tesserine trasparenti degradé e di lunghi abiti che osano nelle iperstrutture.

Giudizio. Non esattamente facile, ma da Balenciaga si sa. Però la sperimentazione convince più nelle prime uscite, quando Nicolas Ghesquière rielabora con un occhio acutamente architettonico capospalla e abiti al ginocchio. (riproduzione riservata)Stefano Roncato (Parigi)