17 Aprile 2012

Anche per l'arredo made in Italy è il momento della Cina

Da una parte i consumi interni in stallo, dall'altra l'incremento delle esportazioni, con il Medio Oriente che continua a essere un forte mercato di sbocco e la Cina che comincia a crescere. È questa la fotografia del settore dell'arredamento nel 2011 scattata da FederlegnoArredo e che spiega il clima con cui si aprono i Saloni, insegna espositiva sotto la quale vengono raggruppati il Salone internazionale del mobile, EuroCucina, Ftk-Technology for the kitchen il Salone internazionale del bagno, il Salone internazionale del complemento d'arredo e il SaloneSatellite. Nell'anno appena concluso il macro settore arredamento ha perso il 4,8% e il fatturato è così sceso a poco più di 20 miliardi di euro. Un calo pesante generato in modo particolare dal crollo dei consumi interni che hanno registrato una flessione del 9,7%, scendendo così a quota 13 miliardi di euro. A testimonianza della difficoltà del mercato italiano, decelerano anche le importazioni, che nel 2010 erano cresciute di quasi venti punti percentuali: nel 2011 il valore dell'import si è mantenuto sui 3,1 miliardi di euro con un incremento di appena il 2%. Dall'altra parte aumenta il divario con la performance del design made in Italy sui mercati stranieri. Dopo il 5,4% dello scorso esercizio fiscale, anche nel 2011 le esportazioni hanno mantenuto il segno positivo, crescendo del 4,3%. In particolare le vendite sono cresciute a doppia cifra in Russia (+11%), Ucraina (+20,9%), Arabia Saudita (+22%, ma bene anche gli Emirati Arabi a +8,4%), Svizzera (+11,5%) e Cina: la Repubblica Popolare, con una crescita del 34,3%, balza in 13esima posizione tra le nazioni clienti. Finalmente in ripresa dopo quattro anni anche il mercato Usa (+5%). (riproduzione riservata)