17 Aprile 2012

Mobile italiano alla riscossa

«In questo momento c'è vitalità e un sano desiderio di rivalsa», ha spiegato a MFF Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit, alla vigilia della 51ª edizione del Salone internazionale del Mobile di Milano. «Anche quest'anno con 2.500 espositori abbiamo registrato il tutto esaurito». Fino a domenica 22 aprile è atteso un totale di oltre 300 mila visitatori

di Pagina a cura di Milena Bello

Mobile italiano alla riscossa

Per parlare di riscossa dell'arredo italiano occorrerà aspettare i prossimi mesi quando, ordini alla mano, si potrà avere un quadro più delineato di un settore che figura tra i capisaldi del made in Italy nel mondo, ma l'edizione numero 51 del Salone internazionale del mobile, al via oggi fino al 22 aprile, punta a sancire l'importanza di Milano come capitale mondiale del design. E suggella l'orgoglio di un comparto che, nonostante il forte rallentamento in atto nel corso del 2011 con fatturati e vendite nel mercato domestico di nuovo in calo (rispettivamente del 4,8 e del 9,7%), punta a rinsaldare l'appeal internazionale. «Ci sono una grande vitalità e un sano desiderio di rivalsa», ha spiegato a MFF Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit, in occasione dell'apertura della nuova edizione del salone. «Lo confermano i numeri degli espositori», ha aggiunto Guglielmi, «che non sono diminuiti, anzi. Abbiamo registrato il tutto esaurito con oltre 2.500 espositori ospitati su una superficie complessiva di 209 mila metri quadrati. E non sono mancate le richieste di aziende che volevano stand più ampi. Sono elementi che lasciano ben sperare». E ottimi segnali arrivano anche dalle prenotazioni online per l'accesso al salone. Secondo le attese di Cosmit anche quest'anno i padiglioni di FieraMilano-Rho e, di conseguenza l'intera città, dovrebbe essere invasa da oltre 300 mila visitatori, provenienti da 160 Paesi al mondo. «Ci aspettiamo un buona affluenza soprattutto dalle regioni dell'area Bric», ha aggiunto il presidente Carlo Guglielmi, «sappiamo che sono in arrivo 10 mila brasiliani e questo la dice lunga sulle potenzialità dei nuovi clienti che si stanno avvicinando al made in Italy di qualità». E una spinta non indifferente arriverà dall'apertura del salone al pubblico anche sabato 21 aprile, che si affianca così al tradizionale ingresso domenicale aperto anche ai non addetti al settore. Una scelta che si lega alla costante volontà di far diventare democratico il mondo del design. «L'idea è far vedere a tutti, e soprattutto ai giovani, che si possono trovare soluzioni di alta qualità a un prezzo giusto. Svelare quindi tutte le potenzialità dell'arredo italiano anche di fronte a un pubblico che non ha le stesse possibilità economiche di cui godono i clienti facoltosi dei Paesi emergenti», ha aggiunto. L'altra novità di quest'edizione, oltre al collegamento con il Frecciarossa che fermerà a Rho per tutti i giorni dell'esposizione, saranno l'allestimento di un'area wellness aperta al pubblico (stanza dello yoga, spazio relax e tavola della bellezza), tre lounge dedicate agli espositori e lo stand della street food dello chef stellato Mario Uliassi. E se gli eventi hanno sempre rappresentato il fil rouge di tutte le edizioni del Salone internazionale del mobile, anche quest'anno l'elenco è lungo. Spettacoli teatrali, installazioni, mostre animeranno la settimana del design sia in città sia all'interno dei padiglioni, come nel caso di «Barrique. La terza vita del legno», dove 31 designer presentano i 32 oggetti realizzati con il labdesign di San Patrignano e la sua falegnameria. «Il Salone non è solo business, è anche un luogo d'incontro e di cultura», ha precisato, «quest'anno poi la scelta del claim A Milano, dove se no? vuole proprio sottolineare la centralità e la peculiarità al tempo stesso della città. Sia come capitale del design, che attrae persone da tutto il mondo per un appuntamento che non ha eguali, sia come baricentro del tessuto industriale di tutta l'Italia che convoglia qui. È un unicum in tutt'Europa e ci è piaciuta l'idea di celebrarlo, anche quest'anno, con una grande festa». (riproduzione riservata)