11 Maggio 2012

G-star accelera nel piano retail

Il brand da 750 milioni vuole creare una rete di 350 store entro il 2015

di Francesca Manuzzi

G-star accelera nel piano retail

A tutto store. Così G-star, il brand olandese da 750 milioni di euro di fatturato globale 2011, si appresta a dare una zampata al mercato, con un bombardamento di aperture worldwide. Come ha raccontato a MFF Camiel Slaats, global sales director G-star.

Cosa significa denim per G-star?

Per noi rappresenta il 40% del fatturato, è il nostro core business. Il settore denim si è ampliato, rispondendo alla sempre maggiore integrazione del jeans nelle vite quotidiane, sia private che professionali dei consumatori. Con collezioni che mixano influenze streetwear, artigianato autentico e high-ending, G-star è da sempre in prima linea nello sviluppo del luxury denim, con una particolare attenzione ai bisogni del compratore. Siamo ingegneri di prodotto, sviluppatori che privilegiano la manifattura, i migliori tessuti e finiture, rispetto ai trend e la velocità di presenza sul mercato. Da questi codici nascono best seller come Elwood, il primo denim 3d introdotto nel 1996, che ha totalizzato 13 milioni di paia venduti. Un esempio chiave d'innovazione G-star di questa stagione è il DeepTones, un nuovo e unico trattamento molecolare che mantiene immutato il pigmento scuro.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?

I numeri maggiori del nostro turnover sono realizzati nei mercati europei. Ma le nostre attività e obiettivi si espandono fuori dai confini europei, che dopo le aperture di Beverly Hills e Hong Kong, vedranno nuovi store a Santiago, Manila e Tokyo, nell'area di Shinjuku. Poi, vediamo opportunità in mercati in cui il nostro denim innovativo dev'essere ancora scoperto. E proprio per questo ci saranno nuovi opening in molti paesi americani e del continente africano.

Quali sono gli obiettivi G-star sul lungo periodo?

Vedremo l'apertura di 350 store, inclusi flagship chiave, entro il 2015. Oltre a un'espansione globale e il rafforzamento delle sinergie con partner multibrand già forti ed esistenti. (riproduzione riservata)