11 Maggio 2012

In Francia il jeans è femmina (+4%)

I volumi dei cinquetasche donna salgono mentre l'uomo perde il 6%. «È il risultato della dimensione sempre più fashion che la tela di Genova riveste ormai nel guardaroba della consumatrice femminile», ha detto Chantal Malingrey-Perrin, anima di Denim by Première vision, salone cult del settore

di Pagina a cura di Silvia Manzoni (Parigi)

In Francia il jeans è femmina (+4%)

Il mercato del denim si femminilizza sempre di più in Francia. A comprova i risultati registrati l'anno scorso nelle vendite di jeans. Mentre i volumi aumentano del 4% nel settore femminile, questi accusano un calo del 6% sur versante maschile. Un fenomeno che Chantal Malingrey-Perrin, direttrice del salone Denim by Première vision (vedere altro articolo nel box a lato) ha definito: «Il risultato della dimensione molto fashion che i jeans rivestono ormai nel guardaroba di ogni donna, che ne possiede diverse paia, con caratteristiche diverse e da avvicendare in qualsiasi occasione. Tutti i grandi creatori hanno lanciato delle collezioni di jeans con un spirito molto design. I creatori e i produttori», ha poi aggiunto la manager, «si rivolgono ormai in maniera prioritaria alla donna e il salone nostro mostra che l'offerta va in questa direzione, con modelli sempre più studiati per esaltare le forme femminili, con decori e applicazioni fatti per sedurre questo nuovo pubblico sensibile a prodotti meno brut e più civettuoli». In Francia si registra la grande influenza delle griffe della west coast americana, come Joe's jeans o Curren/Elliott, brand che incarnano un certo sogno californiano e una success story in adequazione con la nostra epoca. «I criteri principali di scelta restano il fitting e le buone materie», ha continuato Malingrey-Perrin, «ma è certo che i modelli portati dalle celebrities conoscono un'ascensione rapida e mostrano che nel jeans ci sono diversi meccanismi che spingono all'acquisto». In parallelo a quest'offerta, contemporanea e molto legata alla moda, sono in crescita anche i modelli vintage che esercitano una fascinazione, nella donna come nell'uomo. La ricerca sul denim si spinge sempre più in avanti, con nuovi sbocchi nelle materie stretch, per assicurare un confort e un fitting perfetti», e con finissaggi sempre più elaborati. «Si vede molto oro, stampati a motivi animalier, maculati pantera o scaglie di rettile. L'importante, oggi, è che il jeans sia glam», ha poi precisato il numero uno della fiera parigina. Tra le maison in ascesa sul mercato francese, la giovane Reiko, nata tre anni fa a Marsiglia, o la più internazionalmente conosciuta Notify, su un registro legato al premium denim. Nel settore maschile, il brand che sale è Kaporal, anche lui marsigliese, che propone modelli in una gamma intermedia. Tra le marche di nicchia, si staglia l'italiana Dondup, che comincia ad avere una rete di distributori di qualità che le permette di avere una bella visibilità, soprattutto dopo l'entrata nella compagina azionaria del fondo L capital del gruppo Lvmh. «Il prezzo medio che oggi un francese paga per un paio di jeans si aggira tra i 65 e i 69 euro», ha concluso Malingrey-Perrin. Ma il numero di consumatori disposto a spendere anche il quadruplo per un capo non cessa di aumentare. E la riprova arriva anche dai grandi magazzini Printemps (vedere articolo qui sotto), pronti a un maxi investimento per coccolare il mondo dei denim addicted. (riproduzione riservata)