11 Maggio 2012

La tela di Genova piace ai buyer ma segna il passo

Viaggio di MFF tra i compratori italiani: resiste il denim, meglio se colorato, ma dopo l'exploit delle scorse stagioni ora mostra segnali di debolezza

di Michela Zio

La tela di Genova piace ai buyer ma segna il passo

Il denim resiste in tempi di crisi, anche se inizia a cedere il passo al cotone colorato, registrando vendita in leggero calo rispetto alle scorse stagioni ma continuando a essere un best-seller di stagione. Mentre il marchio che va per la maggiore nei multimarca top italiani è J brand, indiscusso protagonista tra i cinquetasche della primavera-estate in corso e del prossimo autunno-inverno. È questo il risultato dell'inchiesta effettuata da MFF tra 15 top retailer italiani. Da Milano a Catania, passando per Bari, Bologna, Brescia, Como, Dobbiaco, Pordenone, Roma, Riccione, Udine e Venezia i buyer dei multimarca di alta gamma fanno il punto sullo stato del denim, guardando anche alla stagione che verrà. «Per l'autunno-inverno 2012/13», ha spiegato Antonia Giacinti, titolare dell'insegna milanese Antonia e buyer per Coin Excelsior di Milano, «ho puntato sul jeans skinny in denim usato e zippato, perché nell'aria c'è voglia di rock e ho introdotto Hudson, un marchio americano che piacerà sicuramente moltissimo, mentre per l'estate in corso le vendite si sono spostate sui modelli in cotone leggero e nei colori fluò». Per Cristiano Ceccato delle boutique Al Duca d'Aosta di Venezia, Mestre, Padova, Verona, Treviso e Udine nella p/e 2012 le vendite del denim sono stabili: «La flessione riguarda più la modelleria», ha spiegato il giovane buyer veneziano, secondo il quale, rispetto alla scorsa stagione, la richiesta è concentrata sulle linee skinny e, in particolare, sulle proposte di J Brand per la donna e di Jacob Cohen nel menswear. «Il denim da noi ha un andamento stazionario anche se non è più sulla bocca di tutti», ha detto Claudio Antonioli di Antonioli di Milano, Torino e Lugano, che per l'a-i 2012/13 ha introdotto i cinque tasche di Current Elliot. Lo stesso che debutterà nelle vetrine Tessabit di Como, insieme alla denim-capsule di Yohji jeans di Yohji Yamamoto. «In un quadro di crisi generale la richiesta del jeans è nella media delle scorse stagioni», ha aggiunto Giorgio Molteni, anima dello store, «perché ormai fa parte dei pezzi irrinunciabili nel guardaroba di ognuno». Di parere differente Gigi Tropea dell'omonimo multimarca catanese: «Abbiamo registrato una flessione delle vendite che nella p/e in corso sfiora il 40%, destinata a raggiungere quota 50% nel prossimo autunno-inverno», ha dichiarato, «perché la gente chiede di più il pantalone di cotone. L'unico che si vende ancora è il jeans Roy Rogers, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo». Gli fa eco Maurizio Catalioti della boutique Maurizio di Roma: «Le donne, oggi, vogliono il vestitino, non più il jeans». Per Gianni Amati, titolare dei negozi Leam della capitale: «Non è più la performance esagerata degli scorsi anni in un andamento generale che non è certo allegro per nessuno. Ma il jeans, soprattutto americano come J Brand e Current Elliot è ancora molto richiesto». Per Jacopo Tonelli del multimarca L'Inde le Palais di Bologna, costante nell'offerta dei modelli cult («Il jeans ha ripreso grazie al colore e al fluo»), mentre per Oscar Del Bianco di Block 60 a Riccione: «Si vende di più il chino, anche perché abbiamo gli armadi pieni di jeans che diventano belli quando sono strausati; per questo ho disposto un budget inferiore del 20% negli acquisti denim per la prossima stagione». E se i più venduti nel concept romagnolo sono gli Edwin e i 2 Man, nella boutique Franz Kraler di Dobbiaco vanno forte le griffe: «Il bon ton di Salvatore Ferragamo nei capi in denim scuro, con i pantaloni morbidi o a sigaretta, abbinato ai grandi cappelli dello stesso materiale è la mise che più piace alla mie clienti, come pure il tailleur con pant a vita alta di Balenciaga, o il modello ultrachic di Bottega Veneta», ha rivelato Daniela Kraler. Che per il prossimo inverno ha ridotto gli acquisti di jeans perché: «Sarà una stagione molto ricca e lussuosa che non ammette capi basici». Loris Portolan degli eleganti store Birba's di Pordenone non ha dubbi: «I jeans li vendiamo sempre bene, ma ai modelli classici, per l'estate abbiamo preferito i chino e i marchi come J Brand e Notify che abbiamo acquistato anche per l'inverno in una versione più vissuta soprattutto per gli uomini». Negli store Cumini di Udine e Gemona il jeans in denim registra un calo. «Per questo abbiamo ridotto gli acquisti», ha spiegato Andrea Cumini, «anche se speriamo che, con l'affermarsi delle tendenze anni 70 nell'inverno, si venderà di più. Per ora i più richiesti sono i J Brand, ma anche quelli di Dolce & Gabbana». Dal Friuli alla Puglia la situazione non cambia. «Il jeans non è più quello di un tempo», ha dichiarato Tonino Asselta di Asselta boutique a Bari, Andria e Barletta, «e le vendite della stagione in corso hanno perso il 20%, perché le clienti chiedono il cotone colorato». A Brescia, invece, per il tessuto con armatura a saia indigo le cose pare vadano decisamente meglio. Se Alessandro Belardinelli, buyer del multimarca Rail esibisce in vetrine giacche da uomo made in Japan, per Roberta Valentini, vicepresidente della Camera italiana buyer moda e deus ex machina degli store Penelope lo stato del denim è: «Soddisfacente e meno male che c'è il jeans che va a compensare il calo di vendite di altri prodotti. Nel classico blu, délavé o colorato il cinque tasche è il pretesto per entrare nei nostri negozi, dove vanno molto bene marchi come Current Elliot e 7 for all mankind nei modelli skinny, in barba alle zampe. Per il prossimo inverno abbiamo puntato su un altro americano, Mother e acquistato la linea J brand disegnata da Christopher Kane». (riproduzione riservata)