30 Giugno 2012

Atelier Berluti

Un nuovo headquarter a Parigi. Il primo negozio con bespoke il prossimo anno Una piattaforma produttiva a Ferrara per gli accessori nel 2014. Lvmh mette a punto il progetto di rilancio del marchio maschile affidato alla mente creativa di Alessandro Sartori. Che ieri ha presentato una collezione ispirata agli anni 50, forte di lavorazioni realizzate a mano

di Stefano Roncato (Parigi)

Atelier Berluti

Atelier. È la parola che continua a venire in mente pensando al mondo Berluti, la maison maschile di Lvmh, affidata alla mente creativa di Alessandro Sartori. Atelier come uno dei progetti che verranno svelati a breve con l’apertura del primo store del marchio forte del nuovo concept. Ossia uno degli elementi del piano di rilancio della fashion house, che prepara per il 2014 una sede produttiva a Ferrara e si rinforza dell’arrivo di Arnys nel gruppo di Bernard Arnault. Atelier con le lavorazioni che rendono ogni capo unico, come si è visto ieri sera nel défilé statico andato in scena a Palais Royal, seguito da una cena super esclusiva. E nella location a labirinto, dei tableau vivant che raccontano di un mondo dall’eleganza ricercata. Che cita gli anni 50, con 40 modelli per 40 look. In una palette tra rosso rabarbaro, petrolio, grigi e off white. Con pelle lavorata a mano, citando l’opera dell’artista Gioppe di Bella. Per poi stupire con un arcobaleno di 200 varianti colore dello storico modello Alessandro (dal nome del fondatore di Berluti), re-stilizzato per l’occasione. «Penso a un collezionista di pezzi speciali», ha spiegato in un’intervista a MFF Alessandro Sartori, «stiamo lavorando per rendere ogni capo unico».

Come sarà la nuova struttura produttiva?

Un mese fa abbiamo approvato questa operazione. Creeremo una struttura industriale nuova nel 2014 a Ferrara, dove verranno realizzare scarpe, borse e accessori. La fabbrica attuale (sempre a Ferrara, ndr) verrà spostata e allargata con l’apertura anche di un’accademia di savoir fare. Dove si concentrerà il meglio di Berluti, con tecnici che formeranno nuove leve. Questo è in linea con una visione di investire molto nella pelletteria e accessori. Vogliamo arrivare a offrire oggetti portati in un punto inaccessibile ad altri, con finiture a mano. Quindi rendendo ogni capo unico.

E la nuova sede al 120 di Faubourg St Honoré?

Rappresenta un secondo step. È un headquarter dove in sei piani sono raccolte tutte le parti della nostra anima. Comunicazione, ufficio stile, direzione generale.

Come sarà il negozio di rue de Sevres, nell’ex atelier Arnys?

Questo è il terzo passaggio. Nella struttura definitiva del nostro progetto, i negozi sono pensati come club maschili. Con sarto, colorista per le scarpe, una parte bespoke. Un vero atelier da uomo che aprirà tra giugno e settembre 2013, con proposte fatte a mano. Per l’abbigliamento ci sarà un’area prêt-à-porter e un piano atelier. Unendo quindi la collezione e il bespoke, recuperando il patrimonio di avere 14 sarti in centro a Parigi.

Da dove è partito per creare la collezione?

Sto cercando di uscire dal concetto di stagionalità. Penso a un collezionista di capi ricercati e quindi cerco di dare continuità fra le stagioni. Il lavoro sui fit quindi è più profondo. Non lavoriamo con pre-collezioni, lavoriamo solo sul défilé. E un mese prima dell’ultimo fitting, vengono scelti i capi per il negozio all’interno dell’unica collezione. È un rispetto per il consumatore. Il giocattolo potrebbe rompersi, se presenti qualcosa che non vendi. (riproduzione riservata)