3 Luglio 2012

Schiaparelli, rinasce l’anarchica elegante della haute couture

La storica griffe di Della Valle apre le porte del nuovo atelier al 21 di place Vendôme che diventerà il cuore del progetto. Attesa a ottobre la nomina del designer con il primo show previsto per gennaio 2013.

di Giampietro Baudo (Parigi)

Schiaparelli, rinasce l’anarchica elegante della haute couture

Elsa Schiaparelli torna sotto i riflettori della moda con la immancabile firma rosa Shocking. La maison della designer italiana, acquisita da Diego Della Valle, anima del gruppo Tod’s, prepara una rentrée in grande stile. E il primo assaggio è la riapertura dello storico atelier in place Vendôme al 21, chiuso nel 1956, che è stato una fucina di creatività, un crocevia di artisti nella Parigi del dopoguerra. Simbolo di quella designer italiana, irriverente e follemente creativa, innovatrice e anarchica nel mondo imbalsamato della couture dell’epoca. «Mi sono innamorato di Schiaparelli vedendo i suoi archivi, scoprendo l’anarchia del lusso e la provocazione contenuta nel suo stile. Un come back all’eleganza unica», ha spiegato Diego Della Valle, «è straordinaria la modernità di quello che ha fatto. È un vero privilegio per me potermi occupare di questa maison storica e moderna. Non ci sarà una rincorsa ai tempi commerciali del mondo della moda odierno, ma sarà un viaggio nella fantasia. Schiaparelli, come Roger Vivier (vedere altro articolo nella pagina accanto) rappresentano il vero lusso, riservato ed elitario. Qui si privilegia la creatività e la cultura al business, stiamo parlando del fare nel miglior modo possibile», ha aggiunto Della Valle. Che non ha nascosto come il progetto abbiamo avuto una decisa accelerata dopo la grande mostra al Met di New York dello scorso maggio. «Avevamo pianificato di partire nel 2013 ma era impossibile rinunciare a un palcoscenico tanto importante come quello che ci si è presentato davanti». La parola passa dunque a Farida Khelfa, musa/modella di Jean Paul Gaultier, Azzedine Alaia e Thierry Mugler, scelta per incarnare il marchio oggi e diventarne ambasciatrice. Ed è lei a fare gli onori di casa del nuovo atelier: cuore del progetto visto che al terzo piano troverà posto l’appartamento ufficiale, al quarto lo show-room e al quinto l’ufficio creativo. Senza dimenticare che il marchio Schiaparelli sarà rigorosamente couture, con sarte e première in house, ma soprattutto con una certezza: i capi del marchio potranno essere acquistati solo qui, in place Vendôme. «In questo palazzo di oltre 800 metri quadrati abbiamo cercato di ricreare l’atmosfera dell’atelier Schiaparelli, aiutati da alcuni pezzi d’artista ritrovati in questi locali e alcuni mobili che sono stati acquistati in giro per il mondo. Il tutto punteggiato da alcuni souvenir speciali», ha spiegato mostrando i ritratti della designer scattati da Man Ray, i quadri di Salvador Dalì appesi alle pareti o i disegni di Cocteau, le colonne di Giacometti o i busti di Mae West usati per il flacone del profumo Shocking. «Elsa è stata una couturier rara, una figlia della modernità. Stiamo lavorando per creare una fashion house dall’identità forte, contro l’uniformità imperante della moda; è stata la prima ad aver lavorato con gli artisti, la prima ad aver mixato discipline differenti. Una donna dalla forza incredibile», ha aggiunto la Khelfa che ha anche annunciato la sua prossima fatica cinematografica come regista: «Sarà un film sulla vita di Elsa, sulla sua storia incredibile». Il business plan? Per quello ci sarà tempo, come dice Della Valle e come sottolinea il nuovo ceo Camilla Schiavone. «Partiremo sicuramente con la moda e con qualche accessorio. Per ora la priorità è annunciare a inizio ottobre un designer a cui spetterà il compito di creare l’atelier. E se tutto procede come deve saremo pronti per presentare la prima collezione a gennaio». L’idea è quella di un piccolo show durante la couture. Poi seguirà il resto, dai gioielli al beauty, due grandi passioni della Schiaparelli. «Sarà un piano lungo e fitto. Quando il marchio è stato comprato sono stati rilevati anche gli archivi. Sono state acquisite anche le licenze che sono state chiuse per poter scrivere un capitolo completamente nuovo», ha continuato Schiavone. «Al quinto piano, dove sorgerà l’atelier, sono già pronte le postazioni per i dieci computer dell’ufficio stile e le otto macchie da cucire per le sarte. Sarà il designer a definire la sua squadra». I rumors indicano una rosa di nomi in cui compaiono John Galliano, Jean Paul Gaultier e l’italiano Rodolfo Paglialunga. I colloqui sono ancora in corso, l’unica certezza arriva dalla Khelfa: «Sarà un laboratorio di creatività per rendere omaggio a un nome storico della moda contemporanea». (riproduzione riservata)