10 Luglio 2012
Luci e ombre nel futuro di Ferré
Continua il braccio di ferro tra i commissari e Paris group Arriva un nuovo ceo che sostituirà Sankari. Confermati Citron e Piaggi alla creatività e il défilé di settembre. Chiude lo store di via Sant’Andrea e la griffe sarebbe prossima a lasciare, ad agosto, la storica sede di via Pontaccio a causa di uno sfratto esecutivo
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La situazione della Gianfranco Ferré continua a suscitare preoccupazione nel mondo della moda. Se il défilé del womenswear del marchio per la primavera-estate 2013, in calendario durante Milano moda donna del prossimo settembre, risulta al momento confermato, quello che non si sa è se la collezione sfilerà, come di consueto, nella storica location di via Pontaccio. Secondo quanto risulta a MFF, infatti, la famiglia Sankari, attuale proprietaria del marchio attraverso Paris group, avrebbe ricevuto l’ordine di sfratto esecutivo da parte degli eredi dell’architetto della moda proprietari del palazzo nel cuore di Milano a decorrere dai primi di agosto. Al momento si starebbe già organizzando il trasloco dalla sede milanese verso un’altra location ancora top secret. Una notizia che arriva poco dopo quella di un’altra chiusura; nei giorni scorsi, infatti, la storica boutique milanese di via Sant’Andrea, l’ultima rimasta in Italia, ha abbassato definitivamente la clair. La cessazione dell’attività, secondo indiscrezioni, sarebbe dovuta al mancato accordo tra gli affittuari e i Sankari che sarebbero già alla ricerca di un altro spazio non lontano dal Quadrilatero dove poter trasferire la boutique. Questo parallelamente all’annuncio effettuato ai sindacati del trasferimento di tutta la prototipia dallo stabilimento bolognese Itc a soggetti terzi con pesanti ripercussioni sull’occupazione. Ad amplificare il tutto, le comunicazione estrapolate dall’ultimo verbale di assemblea, secondo cui Ahmed Sankari si sarebbe dimesso dalla carica di amministratore unico per ragioni personali lasciando il suo posto a Mohamad Iyad Jalab, classe 1967, che per questo nuovo incarico percepirebbe uno stipendio annuale di un solo euro. Il quadro non appare quindi dei più rosei, soprattutto alla luce del confronto, in corso da mesi, tra il Paris group della famiglia Sankari, che ha rilevato all’inizio del 2011 la Gianfranco Ferré finita in amministrazione controllata in seguito ai problemi finanziari della ex controllante It holding, e i commissari straordinari Stanislao Chimenti, Andrea Ciccoli e Roberto Spada. Questi ultimi, non avendo visto rispettare gli impegni promessi da Paris group soprattutto in merito alle attività di rilancio legate all’Italia, avevano chiesto al Tribunale di Isernia il sequestro preventivo del marchio. Richiesta di fronte alla quale il Tribunale si era dichiarato incompetente a decidere per difetto di giurisdizione, indicando nel Tribunale di Milano la sede competente. Finiti in appello, la prima udienza è stata fissata per marzo 2013. Parallelamente, lo scorso 27 giugno, i Sakari hanno disertato l’incontro fissato al ministero dello Sviluppo economico per cercare di trovare una ricomposizione dei problemi tra i sindacati e la proprietà in merito alla decisione di ridimensionare la Itc a mero mini-polo logistico e di controllo-qualità. Una posizione considerata dai sindacati in forte contrasto con gli impegni assunti da Paris group al momento dell’acquisto della maison (vedere MFF del 14 giugno). Insomma, una situazione che non permette di guardare con serenità alle prossime evoluzioni della storica griffe, fondata dall’omonimo designer scomparso nel 2007 e diventata un esempio dell’eccellenza e dello stile italiani nel mondo. A rasserenare l’atmosfera, secondo quanto risulta a MFF, sarebbe però la conferma di Stefano Citron e Federico Piaggi, nell’ufficio stile di Ferré all’epoca del suo fondatore, alla direzione creativa del marchio. I due sarebbero infatti al lavoro sulla collezione primavera-estate 2013, dopo aver presentato la pre-collezione 2013 attualmente in campagna vendite. Il che confermerebbe la passerella milanese di settembre, quando qualcosa in più si saprà anche in merito al destino del palazzo di via Pontaccio.