12 Luglio 2012

Burberry cresce (+11%) Ma trascina al ribasso il lusso

La griffe chiude il trimestre in crescita a 516,7 milioni di euro e rafforza la sua rete commerciale con gli opening previsti di Londra e Milano. Ma il titolo crolla in Borsa (-7,4%) per aver disatteso gli analisti. E scatta il mercoledì nero per il segmento dei luxury goods

di Fabio Gibellino

Burberry cresce (+11%) Ma trascina al ribasso il lusso

Burberry cresce ma viene bocciato in Borsa (-7,4%) colpevole di aver disatteso le aspettative degli analisti. E la bocciatura trascina al ribasso i titoli dei luxury good scatenando un vero e proprio mercoledì nero per il comparto. Nonostante tutto, il marchio di lifestyle brit continua a guardare all’immediato con una strategia fatta di aperture e, soprattutto, beauty e profumeria. Crisi o no, nel primo trimestre del 2012 la griffe londinese ha generato ricavi per 408 milioni di sterline (pari a circa 516,7 milioni di euro al cambio di ieri), registrando un aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Una performance derivante dall’ottimo momento del retail, che ha registrato incassi per 280 milioni di sterline (circa 354,2 milioni di euro) crescendo del 14% e rafforzata dal wholesale che ha generato nel periodo 102 milioni di sterline di vendite (circa 129,2 milioni di euro) in progressione dell’8%. A segnare il passo è invece il comparto licensing, che ha portato nelle casse 26 milioni di sterline (32,9 milioni di euro) in flessione del 2% rispetto al pari trimestre del 2011. Per quanto riguarda i mercati, a sostenere il passo sono state l’area Asia-Pacific, cresciuta del 20%, grazie alla spinta dalla grande Cina (Pechino in particolare), e l’Europa, che ha fatto segnare un rassicurante +10% grazie al buon momento di Regno Unito, Francia e Germania. Mentre a segnare il passo, tra le grandi piazze, sono state Italia e Corea. Sul versante prodotti, invece, l’effetto traino è arrivato dal segmento borse e piccola pelletteria, dalla sartoria maschile e dagli accessori. «I ricavi sono aumentati pur in un ambiente esterno più difficile che mai», ha detto Angela Ahrendts, amministratore delegato della griffe, «le vendite nel segmento retail, che costituiscono adesso circa il 70% dell’intero business, sono cresciute del 14%, sostenute da iniziative volte a migliorare il valore del marchio grazie a una migliore produttività degli store e nuovi spazi». Per quanto riguarda l’immediato futuro, Burberry punterà su una politica di aperture chiave e grandi novità. Da una parte, nuove vetrine vedranno la luce nel corso dell’anno a Londra, dove sarà inaugurato il più grande store al mondo del marchio in Regent street, la terza vetrina a Milano, Chicago, Hong Kong e Shanghai. Dall’altra, sarà un punto fondamentale l’esito della trattativa che Burberry e InterParfums hanno avviato sulla base di un nuovo modello operativo legato alla linea beauty e fragranze. InterParfums è storicamente licenziatario dei profumi del marchio brit, cresciute del 20% nel corso del 2011 grazie alle performance del nuovo Burberry Body. Al momento sono in corso trattative tra la griffe e il gruppo Usa per costituire una struttura comune con cui gestire il business beauty. Pena della mancata realizzazione del progetto, la rottura dell’alleanza (vedere MFF del 21 dicembre 2011). Ma per il presidente e direttore generale di InterParfums Philippe Benacin le possibilità di arrivare a un accordo entro aprile sono al 70%. (riproduzione riservata)