13 Luglio 2012

Chiuri, Piccioli e Sassi continueranno a essere i custodi della tradizione della maison

di pagina a cura di Chiara Bottoni

Chiuri, Piccioli e Sassi continueranno a essere i custodi della tradizione della maison

Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli e Stefano Sassi. Tre nomi che raccontano da soli una buona fetta della recente storia della maison Valentino. Sono loro le figure chiave della crescita e dell’evoluzione della griffe negli ultimi anni. I tre custodi della tradizione della casa di moda, fondata nel 1962 da Valentino Garavani e condotta allo splendore delle passerelle internazionali insieme allo storico socio e braccio destro Giancarlo Giammetti, che hanno contribuito a regalare una seconda vita al marchio nel nome del rinnovamento e all’insegna della continuità. Custodi di un patrimonio stilistico, gli uni, e di un’esperienza manageriale, l’altro, i due stilisti e l’ormai storico amministratore delegato del marchio di piazza Mignanelli rappresenteranno il continuum tra la precedente e la nuova gestione di Valentino. Con un passato nell’ufficio stile di Fendi dove si occupavano degli accessori, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli (nella foto a sinistra alla fine dell’ultimo défilé di Parigi) arrivano in Valentino nel 1999, chiamati personalmente da Valentino Garavani con il compito di creare una linea di accessori capace di interpretare lo spirito couture della maison. E la loro mano porta subito alla nascita di pezzi iconici come la evening bag con bracciale a serpente e una cascata di piume lanciata nel 2001. Nel settembre 2007, anno delle sontuose celebrazioni romane del 45° anniversario della casa di moda parallelamente alla decisione di Valentino di ritirarsi dalle scene, i due designer vengono nominati direttori creativi di tutte le linee di accessori. E l’anno successivo, dopo la parentesi sotto la guida di Alessandra Facchinetti, la loro carica si estende anche alle linee di prêt-à-porter donna e uomo (fino al 2009 disegnato da Ferruccio Pozzoni) e alla haute couture. Questa è la chiave di volta che porta la maison a intraprendere un nuovo corso. Forti di un bagaglio tecnico e stilistico, patrimonio dell’atelier di piazza Mignanelli che ancora oggi occupa più di 40 premières, Chiuri e Piccioli costruiscono un’estetica che, ben ancorata ai concetti di sartorialità e savoir faire, evolve verso una dimensione moderna. Le linee degli abiti si fanno più asciutte, le silhouette più dinamiche pur restando legate al concetto di grazia e di eleganza della donna Valentino. E gli accessori da loro creati, a partire dalle shopping couture con esplosioni di petali di rose fino alle shoes decorate da file di borchie rock, diventano un must-have per le fashioniste di tutto il mondo. Tanto da portare gli accessori nel loro complesso a incidere per il 35% sul fatturato della maison e a guadagnarsi spazi dedicati nelle boutique che, a partire da quella milanese di via Montenapoleone, saranno oggetto nel corso dei prossimi mesi di un restyling ad opera dell’architetto David Chipperfield. Sostenitore del duo e custode, a suo modo dell’heritage del marchio, è stato in questi anni anche il manager Sassi (nella foto a destra), ex ad di Marzotto, che, nominato nel 2006 ad di Valentino e di Vfg-Valentino fashion group, ha guidato con accortezza l’espansione del brand, protetto i designer dalle critiche e favorito lo sviluppo nel rispetto del fondatore. Anche in questo caso, dunque, si può dire che l’emiro e sua moglie abbiano visto lungo, decidendo di proseguire il cammino nel segno di una rodata continuità. (riproduzione riservata)