8 Settembre 2012

Giorgio Armani: «Amo la Cina che spesso mi ha ispirato»

In scena la videotestimonianza del designer, protagonista in maggio del mega-evento «One night in Beijing».

di Elisa Rossi

Giorgio Armani: «Amo la Cina  che spesso mi ha ispirato»

Era il 1998 quando Giorgio Armani aprì la sua prima boutique a Pechino, diventando pioniere di un mercato, quello cinese, a cui successivamente tutto il mondo del lusso si sarebbe interessato. Ed ecco allora il contributo del designer proiettato durante l’edizione 2012 del Mfgs-Milano fashion global summit: un video, a testimonianza del legame tra la maison di via Borgonuovo e l’ex Celeste impero, sublimato nell’evento dello scorso maggio «One night in Beijing», tenutosi nel contesto di una tre giorni di festeggiamenti nella capitale cinese (vedere MFF del 1° giugno 2012). «L’evento ha voluto essere un omaggio alla Cina», ha commentato il couturier, «la prima volta che sono stato a Beijing era tutto molto diverso. Poi, a distanza di pochi anni, è stato come tornare in una città completamente cambiata, evoluta in maniera colossale. Nutro un profondo amore per questo Paese, che spesso, durante la mia carriera, è stato in grado di ispirarmi nel creare i miei abiti». La Sala della Borsa meneghina si anima così delle immagini di quella notte, durante la quale ad andare in scena è stata una parata di 180 abiti che ha riunito in una sola e densa sfilata le creazioni delle tre collezioni principali della griffe, Emporio Armani, Giorgio Armani e, per la prima volta nella città orientale, una selezione di capi haute couture Armani Privé, oltre ad alcune proposte speciali realizzate ad hoc per lo show. L’obiettivo del gruppo Armani, che ha chiuso il 2011 con ricavi a 1,804 miliardi di euro, è quello di crescere ancora nell’ex Celeste impero, forte di un giro d’affari che, in quell’area, è aumentato nell’anno del 45%. Con l’idea di aprire tra gli 80 e i 100 nuovi negozi nei prossimi tre anni. (riproduzione riservata)