8 Settembre 2012

Pmi, per vincere occorre sinergia

Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria, ha ribadito l’importanza di accompagnare le aziende più piccole nella conquista dei nuovi mercati come sistema paese. In corso d’opera il progetto Storytalia, una vetrina d’eccellenza all’estero per le imprese made in Italy. L’iniziativa avrà un forte supporto da parte di Banca Intesa e Unicredit.

di Milena Bello

Pmi, per vincere occorre sinergia

Dopo i big del lusso internazionali, anche per le piccole e medie imprese del made in Italy è il momento giusto per entrare in un mercato strategico come quello cinese. Che nel medio periodo arriverà a contare su oltre 180 milioni di consumatori potenziali di prodotti di lusso e sullo sviluppo, già in atto ora, della domanda di moda da parte delle città considerate di media grandezza per i parametri locali ma che comunque raggiungono i 10 milioni di abitanti. «Bisogna cogliere le opportunità di un mercato così vasto», ha spiegato Paolo Zegna, vice-presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, in occasione del Mfgs-Milano fashion global summit 2012, «ma per farlo occorre portare avanti un gioco di squadra perché, considerate proprio le dimensioni del bacino cinese, non è possibile affrontarlo singolarmente». E proprio su questo fronte Confindustria sta lavorando dal 2010 al progetto Storytalia che prevede l’apertura in alcune città chiave del mondo di concept store multibrand dove è presente il top della produzione italiana, sia nel settore della moda, fiore all’occhiello del piano, sia nell’ambito del food e del design. A dare il via a questo progetto, sviluppato con il supporto di Banca Intesa SanPaolo e Unicredit, sarebbe quindi proprio la Cina anche se non c’è al momento una data precisa per il taglio del nastro del primo negozio. «L’Italia ha la possibilità di trovare il suo Eldorado in Cina», ha aggiunto Zegna che ha concluso sottolineando però la necessità per le aziende tricolore di «guardare al paese asiatico non solo come grande bacino di clienti o fornitori ma anche per un interscambio delle quote azionarie». (riproduzione riservata)