8 Settembre 2012

Rispetto del passato per vincere la sfida

Fedeltà alle proprie origini per costruire storie di successo: questa la strategia che accomuna manager e creativi, tra Occidente e Oriente

di Barbara Rodeschini

Rispetto del passato per vincere la sfida

È una questione di grande cultura e di rispetto di un background importante. Il solo design non basta per avere il successo nell’arena fashion in Italia quanto in Cina. È questo, in sintesi, quanto emerge dal dibattito sino-italiano sulla ricerca della formula perfetta per il settore dell’abbigliamento durante l’edizione 2012 del Mfgs-Milano fashion global summit. A confronto pezzi da 90 del made in Italy e del fashion cinese: da un lato Romeo Gigli, designer icona e oggi collaboratore del gruppo cinese Joyce per il progetto speciale ideato in tandem e Umberto Angeloni, presidente e ceo di Caruso. Dall’altro Ji Wenbo, design director Ji Wenbo fashion studio che nel 2007 portò la sua collezione maschile a sfilare a Milano e Liang Zi, fondatrice e direttore creativo di Shenzhen Liangzi fashion cui fanno capo i marchi Tangy e Tangy collection. E se il made in Italy oggi è considerato l’etichetta di lusso più diffusa al mondo, sono sempre di più gli interscambi tra i designer e gli imprenditori di entrambi i paesi. Così Romeo Gigli è volato in Cina per dare vita alla collezione speciale di Joyce mentre Caruso ha ospitato imprenditori cinesi curiosi di capire quella speciale alchimia che permette all’Italia di unire industria, design e sartoria, una triade impensabile fino ad oggi nell’ex Celeste impero. «Questa caratteristica è un plus inestimabile per le aziende italiane», ha sottolineato Angeloni, «e gli imprenditori cinesi che spesso sono anche distributori iniziano a coglierne l’eccellenza a tal punto da cercare di far produrre le proprie collezioni, almeno per una piccola parte, in Italia. Il pubblico cinese del resto sta crescendo in maniera esponenziale anche sotto il profilo della preparazione e pretende anche dai suoi brand l’eccellenza che fino ad oggi solo le aziende italiane hanno saputo garantire». E se l’eccellenza nasce dalla cultura e dal rispetto anche delle tradizioni ecco che le nuove label cinesi cercano di farsi conoscere nel mondo per le loro peculiarità siano esse l’utilizzo di seta organica del Guangdong come sceglie di fare la designer-artista Liang Zi o di collaborare per avvicinare culture apparentemente diverse come nel caso del lavoro di Ji Wenbo. (riproduzione riservata)