11 Settembre 2012

Italia-Cina insieme per crescere

di Milena Bello

Italia-Cina insieme  per crescere

L’edizione 2012 del Mfgs sancisce il gemellaggio di business tra i due Paesi

Italia e Cina celebrano la loro unione nel segno del lusso. La due giorni di Mfgs-Milano fashion global summit 2012, sinposio organizzato da Class Editori in collaborazione con Cnmi-Camera nazionale della moda italiana e Bank of America Merrill Lynch, supportato da Cnga, China fashion association, The Wall Street Journal Europe, Borsa Italiana e con la media partnership di Xinhua news agency, ha sancito ulteriormente la vicinanza tra due culture millenarie che da tempo hanno cominciato a collaborare (vedere dossier di MFF di sabato 8 settembre). Ma la reale e intera entità della cooperazione dovrebbe essere visibile solo dai prossimi anni, quando il grande paese asiatico raggiungerà il picco della maturità in termini di ricchezza, numero di milionari e quindi di domanda del lusso. Entro il 2020 i clienti di prodotti di alta fascia raggiungeranno quota 180 milioni. Un dato di buon auspicio si se considera che già nel 2012 il segmento luxury nel paese del dragone arriverà a valere circa 14,6 miliardi di dollari (+36% rispetto ai 10,7 miliardi di dollari del 2011). Secondo Bank of America Merrill Lynch il peso del Paese sui consumi mondiali di luxury goods raddoppierà entro il 2015 raggiungendo il 22%. Senza considerare l’orologeria che presidia il must della Grande muraglia, il menswear e il womenswear sono le due aree che dovrebbero macinare la crescita più sostenuta dato che già nel biennio 2009-2010 hanno registrato rispettivamente un +25% e +29% per la donna. Ma le grandi possibilità non si limitano alle aziende di hard luxury perché il Paese sta calcando i primi passi di un’evoluzione del tipo di consumi che vira verso l’alta qualità ma possibilmente no logo. Tradotto, significa che anche le piccole e medie aziende italiane in grado di proporre un prodotto made in Italy e di alto livello possono spartirsi una buona fetta di questa torta, composta non solo dai milionari ma anche da una classe media che, nel corso del decennio, passerà da 148 milioni a 415 milioni di persone. «Quest’appuntamento ha rappresentato la dimostrazione concreta delle grandi risorse di sviluppo tra Italia e Cina sia sul fronte delle relazioni sia su quello degli affari», ha spiegato Paolo Panerai, ceo e editor in chief di Class editori. «Ora bisogna andare avanti sulla strada delle promesse di collaborazione che sono state formulate. Per questo motivo noi ci siamo assunti tre impegni. Il primo sarà quello di far conoscere alle piccole e media imprese italiane l’importanza di un salone come lo Chic che si terrà a marzo attraverso la nostra partnership con Xinhua News agency. In secondo luogo lavoreremo perché le aziende cinesi di alto livello trovino una giusta visibilità in Italia ed infine di impegniamo a riconfermare lo sviluppo dei rapporti culturali ed umani tra i due paesi. Una strada», ha concluso, «da percorrere con entusiasmo». (riproduzione riservata)