11 Settembre 2012

Versace guarda a Oriente

Donatella Versace ha spiegato come l’ex Celeste impero sia orientato al womenswear deluxe.

di Elisa Rossi

Versace guarda a Oriente
Donatella Versace

P arola di Donatella Versace. Che durante il video-contributo proiettato in occasione della seconda giornata del Mfgs-Milano fashion global summit edizione 2012 ha spiegato come la clientela dell’Ex celeste impero stia evolvendo velocemente, proiettata in maniera sempre più consistente verso il prodotto dedicato alla donna. «La maison Versace è stata tra le prime ad aprire, nel 1983, in Cina, e ora sta investendo molto sul management in loco», ha commentato la designer, anima creativa della griffe della Medusa, «fino ad ora le maggiori categorie merceologiche a essere vendute sono state principalmente abbigliamento e accessori uomo. Ora stiamo assistendo a una vera e propria scalata del womenswear». Proprio così, perché anche dai dati diffusi da Bank of America Merrill Lynch, partner dell’evento, emerge questa nuova tendenza. Dopo il segmento degli orologi, che pesa sul mercato cinese dei luxury goods per il 26%, aggiudicandosi il primo posto con una maturazione del 43% nel biennio 2009-2010, in termini di crescita arriva la voce womenswear, che vale il 4% del totale delle vendite nel comparto beni di lusso, segnando nei due anni una crescita del 29% e piazzandosi prima delle categorie leather goods, menswear e jewelery. «Il cliente cinese sta cambiando. I giovani hanno voglia di moda, di sapere, di informarsi. Hanno voglia di glamour», ha continuato poi la stilista, «la Cina non rappresenta assolutamente una minaccia, almeno non per i grandi nomi della moda, che anzi, continueranno a crescere sempre di più in quell’area». E non ci sarà da stupirsi se a farlo sarà per primo proprio il gruppo Versace, che nell’ultimo bilancio (vedere MFF del 28 marzo), ha confermato il pianificato ritorno all’utile (8,5 milioni di euro contro i 21,7 milioni di perdita dell’esercizio precedente), con una crescita dei ricavi superiore alle previsioni del budget (+16% a 340,2 milioni di euro). Goal che spingeranno la maison a un’ulteriore espansione nella grande Cina, dove ci sono già in programma, per il futuro, gli opening di una decina di store. Intanto lo step di breve termine è la conquista del mercato coreano, dove il brand è ancora assente. (riproduzione riservata)