18 Settembre 2012

Londra affila gli artigli

La rassegna inglese incorona il suo momento d’oro con un ventaglio di show cool e la nomina di Nathalie Massenet alla guida del Bfc-British fashion council. E lancia la sfida alle altre kermesse, per assicurarsi un posto di rilievo nell’arena fashion

di Alessia Lucchese (Londra)

Londra  affila gli artigli

Londra lancia la sfida alle altre fashion week internazionali. La capitale britannica, ancora nel pieno dei festeggiamenti per il Diamond jubilee della regina Elisabetta II e per i Gioci olimpici e paraolimpici, è pronta di fatto ad accrescere la sua posizione nel fashion system. Forte di un’industria che nel 2011 ha contribuito per 37 miliardi di sterline al pil britannico, non vuole rinunciare al suo riscatto internazionale anche grazie alla nomina ai vertici del Bfc-British fashion council di Nathalie Massenet, fondatrice e motore propulsivo del gigante inglese dell’e-retail Net à porter (vedere MFF del 6 settembre scorso). Sempre in prima fila alle sfilate, si mormora che darà del filo da torcere alle altre capitali della moda, Milano e Parigi in primis. Intanto, la kermesse britannica ha acceso il weekend con una serie di eventi cult, dal ritorno di Philip Treacy in passerella dopo 20 anni di assenza alle sfilate di Moschino Cheap and chic, Paul Smith, Mary Katrantzou e lo show firmato Crazy horse per il lancio della lingerie di Marios Schwab in tandem con Asos. Ieri riflettori puntati sugli show delle label Peter Pilotto, Antonio Berardi, Burberry Prorsum e Christopher Kane. Quest’ultimo, reuccio di una nuova generazione di visionari creativi british, ha mandato in scena per la sua collezione per la primavera-estate 2013, una parata di romantiche interrotte. Due gli oggetti-ossessione: bulloni e fiocchi. I primi che si trasformano ora in bottoni sugli spacchi dei pantaloni scivolati, da indossare sotto biker jacket lavorate a rilievo da motivi floreali, ora in spille che trattengono le spalle degli abiti cocktail movimentati da maxi-pieghe, fino a diventare il manico delle pochette da sera. I secondi che sbocciano prima lungo gli scolli degli abiti in organza, per diventare poi dettaglio in resina da ripetere in modo ossessivo sui tubini. Elementi discordanti ma che si fondono nella palette delicata, dove grande è l’uso di materiali come la plastica jelly, che dà vita a bluson e longuette intrecciati, fino allo scotch che smorza la leziosità di ricami e applicazioni gioiello degli abiti da sera.

Giudizio. I primi outfit, di un bianco accecante, lasciano quasi pensare di aver sbagliato sfilata. Poi si riconosce lo stile Christopher Kane, seppur condito da un approccio meno scontato del solito. E che porta a pensare che è ancora il momento d’oro di Kane. (riproduzione riservata)