21 Settembre 2012

In the mood for Prada

Una nuova vena di poetica sensualità dal Sol Levante. Mixando la Tokyo della memoria e quella di oggi. Tra fiori stampati e intarsiati nelle pellicce, sandali da gheisha portati con calze tabi di pelle. E tailleur-kimono con un twist sofisticato

di Stefano Roncato

In the mood for Prada

Impallidite dal trucco. Con la bocca rossa comunque perfetta. Issate su quei platform mutanti, indossati con calze tabi di pelle che raccontano la storia delle donne Prada. Giappone da cartolina vs the now Japan. Da cerimonia del tè ai riflessi metropolitani di Harajuku. Da geisha a manga lady. In una progressione dal ritmo cinematografico, che non può essere lost in traslation. Sono gli abiti che sottotitolano i pensieri. Molto psicoological. «La moda viene dai sentimenti, dalle sensazioni delle donne. È un aspetto che avevo sempre saputo ma solo ora ne ho preso davvero coscienza», ha spiegato a MFF Miuccia Prada. Che si dibatte tra gli opposti. «Due. L’Obbligo all’aggressività e alla durezza e la parte poetica femminile con tutte le sue complessità». Le forme partono dalla semplicità rigida di un rettagolo. Piegato su se stesso a disegnare giacche, mantelle, gonne a pannelli come nuovi kimono, stretti da doppiature effetto obi. I fiori sbocciati sono il simbolo di una rinascita. Come piccoli decor 3D, come intarsi pop nei printwork che affiancano scampoli con stampe piazzate e nelle borse a secchiello. E trasformano le pellicce in sapienti lavorazioni di visone e breitschwantz in nuovi oggetti del desiderio. E sono ancora piccoli fiori naif come quelli di Takashi Murakami che spuntano sulle fasce degli occhiali, da fotografare e mostrare; molto Instagram generation. Il nero drammatico lascia spazio alla luce di colori pastello, a incroci di bianco e rosso. Tubini da In the mood for love si mescolano a tutine in maglia, all’intimo svelato di coulotte sotto un cappotto leggero. Sono dive in una drammatica fuga, che scappano nella notte in reggiseno, avvolte solo da una stola furry. Ma con un passo lento. La fuga è da quel mondo che le vorrebbe come le loro fancy bag. Eleganti, dalla pelle pregiata ma senza zip, senza chiusure, senza protezione per l’anima. Come involucri mozzafiato.

Giudizio. Il soundtrack, struggente come una canzone di Edith Piaf, sussurra parole-ricordo. In un francese passione che accompagna una sfilata pronta a lasciare un profondo segno nella stagione. Show azzeccato, collezione articolata e intrigante. Styling ai massimi livelli. (riproduzione riservata)

 

Tutte le foto della sfilata nella sezione Foto Gallery Milano Moda Donna.