29 Settembre 2012

L’era concettuale di Dior

Per la sua prima prova alla guida del prêt-à-porter femminile del marchio di Lvmh, Raf Simons rilegge alcuni caposaldi della maison con un occhio più purista e futuribile «Sono un fan del minimalismo. Amo un approccio concettuale», ha spiegato il designer nel backstage, «ma non è il solo. Come non c’è un solo tipo di donna a cui mi riferisco»

di Stefano Roncato (Parigi)

L’era concettuale di Dior

Un allestimento a scatola bianca. Musica elettronica. Una visione modernista per lo show di debutto di Raf Simons al prêt-à-porter della maison Dior. Una prima prova importante dopo il successo ottenuto nella haute couture. E prosegue la fusione tra lo spirito del fondatore e del suo delfino a distanza. «Sono un fan del minimalismo. Amo un approccio concettuale», ha spiegato lo stesso Simons nel backstage della sfilata, «ma non è il solo. Come non c’è un solo tipo di donna a cui mi riferisco». E per la femme Dior si apre un’era più purista e mentale, con una rilettura dei capisaldi della maison. La giacca Bar. Le linee A e H. Tramutate in abiti-jacket sagomati e cortissimi, con minicrinolina. In tuxedo affilati che si portano con una sciarpa-fiocco, a sottolineare un viso altero sottolineato da un rettangolo di cristalli sugli occhi. Per guardare asimmetrie di rottura, mini plissé interrotti sui lati, top come fazzoletti aerei. Righe orizzontali rosa e nero e sovrapposizioni, di impalpabili abiti a trapezio su rubini sagomati. E agli abiti da sera. Corti e drappeggiati da portare con gli shorts. O dalle lunghe gonne a corolla dai riflessi cangianti abbinate a semplici top neri.

Giudizio. Altalenante. Un inizio giocato sul sicuro di un nero androgino. Qualche passo falso nelle parte centrale, tra ricami incerti e pannelli un po’ troppo naïf. Un guizzo interessante sul finale da sera. La maison Dior è un banco di prova importante ed è naturale che i riflettori vengano puntati su ogni dettaglio. Raf Simons sta giustamente rischiando sulla collezione, portando il suo taste innovativo. Forse ci vuole ancora un attimo di rodaggio. (riproduzione riservata)