2 Ottobre 2012

Slimane forgia l’anima rock di Saint Laurent

Scommessa vinta per il debutto dello stilista nella maison di Ppr. Con una rilettura intrigante e strong dei capisaldi, mixata a una nuova allure di femminilità disinvolta

di Stefano Roncato (Parigi)

Slimane forgia l’anima rock  di Saint Laurent

APierre. Bergè, ovviamente. La piccola press release sulle panche di legno grezzo svela subito quel legame tra Hedi Slimane e il socio storico di Yves Saint Laurent. Un legame, un’ispirazione che viene suggellata anche dal suo debutto nel pàp della maison di Ppr. Il delfino è tornato a palazzo e ha voglia di mettere i puntini sulle «i». Intanto via la Y dall’etichetta, rimane Saint Laurent Paris, com’era quando è nata la collezione. E lo sguardo di Slimane sembra proprio correre a quello che monsieur Yves faceva in quegli anni mescolandolo con la sua permanenza a Los Angeles, dove si trova l’ufficio stile. Primo new statement, rock. Come la colonna sonora dai brividi di un basso da concerto. Come le groupie che escono in quella sala completamente dark, chiusa da un movimento meccanico sulle pareti del soffitto. Un piccolo simbolico flash rosso, quel portafortuna che aveva anche da Dior homme. Sono femministe femminili, dalle silhouette precise. Giacche piccole, spalle segnate, richiamano ovviamente lo smoking. Come le cinture di pelle che stringono la vita negli abiti lunghi e aerei, che lasciano intravedere il seno. Siamo nella casa del nude look in fondo, delle foto di Helmut Newton, di Betty Catroux che durante lo show sembra riconoscersi, facendo segno allo stesso Bergé. In un parterre che ha spogliato Parigi di stilisti e fotografi. Come Azzedine AlaÏa, Marc Jacobs, Alber Elbaz e Riccardo Tisci, Mario Sorrenti e Patrick Demarchelier tanto per fare qualche nome. Accorsi a vedere le giacche sahariane incattivite da lacchi sui polsi, le camicie di pizzo con collo a mantella, fiocconi couture e western insieme, da portare con le lunghe gonne di pelle nera con profili borchiati o da deserto americano con frange. Ecco abiti di catenelle, grandi manti drammatici profilati con pietre, cappe lavorate in black and white. E i lunghi dress del finale che si muovono come soffiati dal vento. Sotto quei grandi cappelli a tesa larga da sabbah musicale.

Giudizio. Era il vero debutto di stagione. Ed Hedi Slimane ha vinto in pieno la scommessa. Lo show non si risparmia, gioca volutamente su più temi e regala più lati di una stessa visione molto precisa. Si recuperano gli elementi della maison, molto citati anche da altre passerelle soprattutto in questa stagione. Ma qui si fa un passo avanti. Si aggiunge un nuovo intrigante allure di donna dallo charme sicuro e disinvolto. (riproduzione riservata)