5 Ottobre 2012

Ppr, obiettivo 24 miliardi

Il gruppo punta a questo traguardo entro il 2020 partendo da 12,2 miliardi; 10 miliardi arriveranno dall’Asia e oltre uno dall’online. «Avremo un approccio multimarca di brand complementari, con visioni autonome ma sinergiche nel creare valore», ha detto Pinault

di Chiara Bottoni (Parigi)

Ppr, obiettivo 24 miliardi

Un gruppo in mutazione. Sempre più integrato e sempre più industriale. Il nuovo volto di Ppr, a seguito del processo di riorganizzazione con la suddivisione del business in due macro-aree Luxury e Sport & lifestyle, è stata al centro della presentazione delle strategie del colosso francese svoltasi ieri a Parigi. Un’organizzazione che è alla base del processo di crescita ambizioso, illustrato in occasione della presentazione dei risultati 2011. Ovvero un obiettivo di 24 miliardi di euro di giro d’affari entro il 2020 (dai 12,2 miliardi di euro del 2011) di cui 10 miliardi realizzati in Asia e oltre un miliardo attraverso l’online. «Questa suddivisione ha significativamente modificato il nostro modo di operare», ha spiegato François-Henri Pinault, presidente e ceo di Ppr, «sono stati creati due segmenti di prodotto globali, destinati a crescere in maniera significativa nei nuovi mercati. Aree dove nei prossimi anni si formerà una comunità di potenziali acquirenti senza precedenti nella storia umana. Consumatori giovani, interessati ai brand e con un crescente potenziale d’acquisto». La forza di queste due divisioni è legata, come ha sottolineato Pinault: «A un approccio multimarca di brand complementari, ognuno con la propria visione ma, al contempo, aperti alla creazione di sinergie di valore». Per creare quello che il management del gruppo ha definito il Ppr effect. «Il gruppo sta cambiando natura diventando più coerente e integrato», ha precisato Jean-François Palus, managing director di Ppr. «Tutti i 17 brand del gruppo controllano il sistema di produzione in maniera diretta e hanno un sistema di distribuzione in parte proprio in parte wholesale, oltre che una piattaforma internet». Piattaforma rafforzatasi grazie alla joint venture con Yoox (vedere MFF del 3 agosto). «Al momento è presto per dire come questo canale si evolverà. Sul medio-lungo termine, Gucci continuerà a restare separata. Nel frattempo studieremo una strategia per la divisione Sport & lifestyle. Con Yoox o con altre realtà. Ma è ancora prematuro discute di questo», ha aggiunto. Le due divisioni si sono bilanciate in quella che Pinault ha definito: «The Ppr effect». A partire dal polo del Lusso, cresciuto intorno a Gucci a partire dal 1999. «Il modo in cui Ppr ha operato in questo settore è lo stesso che vorremmo applicare anche nel segmento Sport & lifestyle», ha precisato Jean-François Palus. Oggi la divisione lusso di Ppr, guidata dal managing director Alexis Babeau, conta 12 brand e il suo turnover è cresciuto dai 3,39 miliardi del 2009 ai 4,9 miliardi del 2011 (+25,7% sul 2010). «Operiamo attraverso soft synergies tra human resources e group network o hard synergies, come l’acquisto della pubblicità sui media, il real estate, lo sviluppo del prodotto o la logistica basata in Ticino», ha aggiunto. La divisione Sport & lifestyle, che nel 2011 ha realizzato 3,2 miliardi di vendite pari al 26% dei ricavi, negli obiettivi dovrà crescere sino al 40% del turnover soprattutto grazie all’Asia dove i marchi sono già molto forti. Sarà qui che verranno concentrate le nuove acquisizioni, ad esempio nel segmenti outdoor: «Acquisizioni che non sono oggi indispensabili per il gruppo ma sono un mezzo per accelerare la crescita in maniera più rapida rispetto al percorrere la strada dello sviluppo interno», ha sottolineato Palus, «si tratterà sempre di marchi strategici e di qualità non in concorrenza con quelli già in portafoglio». In questo processo, prioritarie saranno le iniziative sociali e quelle di sviluppo sostenibile. «Iniziative indispensabili a dare un senso ai nostri affari», ha sottolineato François-Henri Pinault. «Lo sviluppo sostenibile crea del valore», ha aggiunto Marie-Claire Daveu, chief sustainability officer di Ppr, «la nostra missione è ridurre l’impatto dei brand sull’ambiente e promuovere lo sviluppo di prodotti compatibili con questa filosofia». Per questo un budget di 10 milioni di è stato dedicato al progetto Ppr Home. (riproduzione riservata)