27 Novembre 2012

I talenti degli Zar alla conquista delle passerelle internazionali

di Natalia Chebunina

I talenti degli Zar alla conquista delle passerelle internazionali

Un’estetica in divenire. Un istante storico in cui il passato si intreccia con il futuro, quando le radici diventano un’ispirazione piuttosto che il diktat di turno. Cambiano i ritmi, i sistemi e cambiano anche i gusti. Viene archiviata l’opulenza zarina, che cede posto a una femminilità pulita o a un’atmosfera minimal. Salgono in passerella i maestri del secolo scorso, ma è arrivato il momento d’oro per le nuove generazioni, pronte a conquistare il mondo. La moda in Russia accumula le sue esperienze, focalizzandosi sulla qualità deluxe, lavorazioni cut edge e un approccio quasi aggressivo. Ci sono già creativi, che, portando i loro uffici di stile fuori dei confini euroasiatici, svelando una sinfonia worldwide. Tra di essi spuntano il georgiano, allevato sul terreno sanpietroburghese, David Koma (foto 2), che oggi è un favorito londinese di numerose icone pop. O ancora Veronica Basharatyan con la sua Basharatyan V, uscita dalla Central Saint Martins e arrivata al recente debutto durante Milano moda donna. Mentre i talenti, fedeli alla loro residenza russa, scelgono il palcoscenico della Ville Lumière per mostrare la loro evoluzione stilistica. Così nell’ultimo calendario dell’haute couture parigino è emerso il nome di Ulyana Sergeenko (foto 1), una nota socialite moscovita, che per la sua collezione very russian & very luxury ha raccolto un gran numero di pareri positivi. Ma tutti i riflettori del mondo in vogue puntano su l’altra stilista-fashionista, Vika Gazinskaya (foto 3) che, essendo già una style icon anche fuori del paese, dopo cinque anni di intense fatiche ha presentato a Parigi la sua primavera-estate 2013 con lavorazioni raffinatissime e un’allure un po’ birichino. Intanto, il pubblico post-sovietico inneggia anche i sofisticati abiti ladylike firmati Alexander Terekhov (foto 4), un talento fresco, che gode della benevolenza delle dive locali. Tuttavia la sfida fashion è ancora dura. Il format di un atelier privilegiato spesso rimanda l’incontro con il consumatore finale. Ma nascono già i primi creativi che puntano, oltre a svilupparsi esteticamente, anche sulla produzione professionale, come dimostra, ad esempio, l’ucraina Poustovit o Leonid Alexeev con il suo cool menswear dai tratti sartoriali. (riproduzione riservata)