27 Novembre 2012

La Russia è sempre più di lusso

I consumi dell’ex Repubblica sovietica rialzano la testa, prevedendo un +7% per la fine dell’anno. E si confermano particolarmente attenti all’haute de gamme italiano

di Natalia Chebunina

Una certezza per i luxury goods mondiali. Se i mercati emergenti sono destinati a salvare l’economia globale gli acquisti di beni di lusso in Russia sono attesi in aumento del 7%. Si risveglia così il paese, che si conferma un Eldorado per gli enologi e i calzaturieri. Dopo le turbolenze degli anni scorsi, la Federazione Russa torna sulla via della crescita registrando i più veloci tempi di sviluppo (tra il 15 e il 20% all’anno), insieme a India e Cina. L’economia russa è la nona al mondo in valore nominale e la sesta per purchising power. Infatti, gli acquisti nel 2012 saliranno a 5,5 miliardi di euro, dei quale 4 miliardi di euro generati solo a Mosca, la città più popolata d’Europa con circa 12 milioni di abitanti. Questa dato è ancora più importante se confrontato con i numeri del 2009 quando la Russia, diminuita del 5% a 4,5 miliardi di euro, è uscita dalla top ten dei consumatori di lusso. Dopo aver recuperato la perdita, l’anno scorso il mercato è salito del 12%. Secondo uno studio elaborato da McKinsey a spingere la ripresa sono soprattutto il segmento spirit: circa il 45% dei consumi totali corrisponde all’alcol, il 36% all’abbigliamento, il 3% a gioielli, orologi, elettronica e altri prodotti premium class. In termini assoluti, la Russia è ancora molto indietro rispetto all’Europa e la Cina. Gli esperti russi, invece, affermano che valutare correttamente fashion&luxury nel paese è quasi impossibile, perché i player principali non rivelano interamente le loro performance. Di conseguenza le stime delle vendite annuali fluttuano da 5 a 7 miliardi di euro. I clienti russi, infatti, preferiscono ancora fare shopping all’estero e l’Italia rimane la preferita in assoluto. Ma esiste la tendenza a spendere di più «in casa» guadagna terreno e a favorire il tutto è anche il disgelo doganale, dopo l’ingresso della Russia nel Wto a giugno 2012 (entro sette anni saranno ridotte le tasse sui prodotti di fascia alta e secondo le previsioni locali saranno i settori automobilistico e calzaturiero a risentirne maggiormente, ndr). Secondo uno studio di Bain & Company proprio il segmento di accessori è destinato a spingere i beni di lusso. Il mercato russo rimane dunque un boccone ghiotto per il made in Italy, visto lo scambio commerciale nel 2011, aumentato del 31,2%, a 82,5 miliardi di euro. (riproduzione riservata)