29 Novembre 2012

Gli shopping mall danno fiato al retail

Nel 2011 gli shopping center hanno registrato vendite a +18,2% per un totale di oltre 40 miliardi di euro.

di Barbara Rodeschini

Gli shopping mall danno fiato al retail

È corsa agli spazi retail in Brasile. La sesta economia al mondo (le previsioni dicono che entro il 2015 supererà anche l’Inghilterra, ndr) continua a crescere e con il 50% della popolazione di età compresa tra i 14 e i 45 anni è la meta numero uno per chi vuole fare retail nel mondo. Secondo l’ultima edizione del Global retail development index condotto annualmente da A.T.Kearney, il Brasile è alla guida della classifica, per il secondo anno consecutivo, seguito a ruota da Cile, Cina e Uruguay. A determinare il successo carioca e soprattutto la continua crescita della capacità di spesa della middle-class che rispetto al passato è più preparata e orientata allo shopping anche nei confronti delle marche internazionali. Così se multinazionali come Walmart e Carrefour operano attraverso il canale tradizionale ma anche quello on-line, nuovi player come il colosso di vendite tv Usa Qvc sono pronte a debuttare sugli schermi carioca. Sul fronte beni di lusso è soprattutto l’area di San Paolo a interessare alla maison di primo piano. Così si attende l’arrivo di Topshop, Sephora, Lanvin, Miu Miu e Gucci nel nuovo JK Iguatemi mall mentre Cidade Jardim, un altro shopping center, si prepara ad accogliere, tra gli altri, di Prada e Balmain. «Il Brasile è sostanzialmente diviso in due macro aree: quella del Sud-Sudest più ricca, che comprende città come San Paolo, Rio, Belo Orizonte e Puerto Alegre, con una media di income mensile compresa tra i 700 e i 1.400 dollari e dove si prediligono gli shopping mall per gli acquisti sia di grocery che di altri beni e poi l’area del Nord-Nordest meno benestante dove sono i negozi su strada a farla da padrone», ha spiegato a MFF Matteo Bertolucci, principal di A.T. Kearney. «Riteniamo che il Brasile si confermerà una destinazione chiave per gli investimenti diretti di big player tanto statunitensi quanto inglesi ed europei con la Francia che precede Italia e Germania. E se sul fronte grocery big del calibro di Carrefour e Walmart si muovono già da tempo, non sono da meno le altre realtà dello shopping internazionale anche grazie agli opening di grandi shopping center nelle aree più interessanti». Le grandi cattedrali dello shopping sono una caratteristica tipicamente carioca, di strada e metriquadrati se ne sono fatti tanti. Dal 1966, anno di apertura del primo centro commerciale, secondo le proiezioni effettuate da Abrasce, l’associazione che riunisce gli shopping center carioca, il settore è cresciuto costantemente e oggi si contano 430 strutture capaci di generare nel 2011 un giro d’affari pari a 108 miliardi di real (circa 40,18 miliardi di euro), con un incremento del 18,2% rispetto all’anno precedente, pari al 18,3% dell’intero segmento retail e al 2,7% del pil. A fine 2012 saranno 28 i nuovi mall aperti mentre in cantiere ci sono già 48 nuove realtà per il 2013. «A oggi le città chiave sono sicuramente San Paolo e Rio de Janeiro ma il Brasile ha almeno 230 città con una popolazione compresa tra i 100 mila e i 600 mila abitanti che nel breve medio termine si affacceranno sul mondo dello shopping», ha poi sottolineato Cristina Cristovão, associate director retail division Jones Lang LaSalle in Brasile, «gli acquisti si effettuano soprattutto nei grandi shopping center, si pensi che a fronte di 200 milioni di abitanti totali in Brasile esistono solo due factory outlet e non ci sono retail park né leisure center di un certo livello. Le strade a più alto tasso commerciale sono solo a San Paolo e Rio, va da sé il potenziale di questo paese. Un potenziale che riguarda sia l’area Sudest ma anche e soprattutto il nord che per il 2015 registrerà vero exploit». (riproduzione riservata)