29 Novembre 2012

Osklen, è l’ora di accelerare sull’estero

Il marchio entrato nell’orbita di Alpargatas è presente in tutto il mondo ma vende il 95% in patria

di Francesca Manuzzi

Osklen, è l’ora di accelerare sull’estero

Unico marchio fashion di un paese Bric ad avere boutique anche in tutti i continenti, un export che raggiunge 30 Paesi, ma un turnover ancora al 95% generato in patria: Osklen, nata verde-oro nel 1989, oggi scommette sull’internazionale. Da un bimestre nell’orbita di Alpargatas, il colosso brasiliano da 980,9 milioni di euro di fatturato, forte di una chiusura di esercizio 2011 a 140 milioni di dollari di ricavi (circa 110 milioni di euro) e tassi di crescita a +20% nell’ultimo biennio, si affaccia con decisione sul mercato worldwide. Con 63 boutique che da San Paolo e Rio de Janeiro, si spingono verso Tokyo, New York, Miami, Milano e Roma, tutto lascia presagire un focus sempre più attento sull’espansione globale. Partendo dalla serie di showroom aperti a Parigi, Barcellona, Porto e Atene, passando all’esordio sulle passerelle della Grande Mela lo scorso settembre, per un posto in prima fila nella conquista degli Usa. Fino alla collezione autunno-inverno 2013, presentata alla Sao Paulo fashion week, che mixa Europa e Sud America. Tra essenzialismi dai ricami barocchi, pochi colori e materiali sostenibili, accorgimento catching per la stampa worldwide. Infatti, alpaca, pelliccia di pecora, pelle e mohair portano tutti la sigla E-Fabric, progetto dell’Istituto E fondato da Oskar Metsavaht, l’ex medico e poi stilista che ha creato il brand, istituto che si occupa di promuovere una cultura di produzione e consumo consapevoli nel tessile, per trasformare il Brasile in ambasciatore di questa causa nel mondo. Il brand di sportswear haut de gamme, posizionato nella fascia di prezzo medio-alta (borse con pricing sul migliaio di euro e T-shirt che non scendono sotto ai 150), mira a spostare la tacca dal 95% di turnover generato in patria verso l’estero. Con comunicazione e controllo di stile ancora nelle mani di Oskar Metsavaht e del suo team, e il 30% controllato dal gruppo cui fa capo anche Havaianas e detentore delle licenze per il mercato brasiliano di Mizuno e Timberland. Per l’acquisizione, Alpargatas (vendite nel primo semestre 2012 in crescita del 16,2%) ha versato 67,5 milioni di reais (circa 25 milioni di euro) e a un anno dall’acquisizione corrisponderà la differenza tra la somma già data e 13 volte l’ebitda della griffe per l’anno a venire. Dopo la seconda tranche, il gruppo verde-oro, potrà esercitare entro sessanta giorni l’opzione di acquisire un ulteriore 30% e passare quindi in maggioranza. (riproduzione riservata)