1 Dicembre 2012

La creatività avantgarde guarda sempre più a Oriente

di Alice Merli

La creatività avantgarde guarda sempre più a Oriente

La moda volge con più attenzione il suo sguardo verso Oriente. Ed è proprio la terra del Sol Levante a ospitare dal 2005 e per due volte l’anno, a marzo e a ottobre, uno degli appuntamenti più importanti per il Giappone, la Mercedes-Benz fashion week Tokyo. Che ha portato in passerella lo scorso mese di ottobre oltre 30 marchi di prêt-à-porter e un carnet di eventi social oltre a sostenere, come di consueto, una nuova generazione di talenti nipponici a livello internazionale. Un paese in continuo fermento, grazie alla creatività dei designer dei brand come Facetasm, Beautiful people, Dresscamp, Fur Fur, Whiz Limited, Etw Vonnegvet ed Everlasting Sprout. In una carrellata di collezioni dedicate alla primavera-estate 2013, che hanno accesso i riflettori su tre nomi made in Japan. Occhi puntati sul marchio Alice Auaa, nato nel 1995 con lo stilista Yasutaka Funakoshi, grazie alla sua visione avantgarde, a metà tra fiaba e decadentismo (nella foto un look primavera-estate 2013). Sotto le luci hanno marciato creature animate arrivate direttamente dal mondo di Alice in wonderland, riletto in chiave gotica e vicino alla visione di Tim Burton. Che ha preso forma nelle regine nere avvolte negli abiti scultorei, nei coat destrutturati, nelle crinoline destroyed, nei pizzi e accostamenti black & white fedeli all’ultimo decennio dell’800. Dal 1993 anche Ato entra nel girone fashion, per approdare nel 2000 alle passerelle di Parigi. Il marchio fondato dal nipponico Ato Matsumoto si è contraddistinto da sempre per il suo appeal giovane e fresco, legato a una sartoria dal tocco urban. Che viaggia con boys in passerella muniti di zaini in raso e comode sneakers, nelle giacche a intarsi scamosciati e nelle camicie in seta, nei giubbini e nei pants dal taglio morbido. Ravvivati dai colori sabbiati, lilla, amaranti e turchesi. L’eleganza si fonde invece con l’arte da Fur fur, il marchio disegnato da Koichi Chida. Abiti superlight diventano tele dipinte da effetti acquerellati. Un inno alla leggerezza, di spirito e di stile. Che sottolinea la necessità di un contatto con la natura e con l’essenza più profonda dell’essere umano nella cultura metropolitana di oggi. (riproduzione riservata)