10 Gennaio 2013

McQueen e i suoi killer di Savile row

Il marchio inglese, per la sua prima sfilata maschile a Londra, sceglie di rendere omaggio alla tradizione british, riletta con un touch dissacrante. Tra maschere di plexi, stampe come vetrate gotiche e leziose gonne da new dandy.

McQueen e i suoi killer di Savile row

Serial killer dai volti coperti con maschere di plexi trasparente. Figure efebiche dai capelli laccati, ma con un background maledetto. Dandy notturni. Nelle salette abbandonate e decadenti del Farmiloe building in st John street Sarah Burton porta in pedana l’autunno-inverno 2013/14 di Alexander McQueen. «Per questa sfilata, la prima in assoluto del menswear McQueen a Londra, ho voluto concentrarmi su Savile row e sul suo bagaglio estetico, soprattutto considerando che abbiamo aperto uno store totalmente dedicato all’uomo proprio in Savile row alla fine dello scorso anno», ha spiegato Burton, «la collezione è ricca di citazioni alla tradizione tailoring e racchiude sottili riferimenti alla tradizione brit più elegante». E mentre nell’aria riecheggiano nenie infantili e gorgheggi horror, tra le stanze del building si muovono coat severi dal taglio militare, gessati dalle spalle a pagoda, completi precisissimi, quasi armaturati. E poi accenni leziosi di pantagonne o strisciature cromatiche assolute, di rosso sangue costruito con architetture marziali. Ragazzi dai capelli impomatati à la Rodolfo Valentino, con un piccolo piercing maniacale al lobo dell’orecchio, esplorano i meandri del classico. Fatto di principe di Galles e di cammello, ripensati con un touch quasi robotico. A interrompere le certezze del menswear, fantasie all over di rosoni da cattedrale gotica e fruscianti sete dai pois mignon, che trasformano kimoni-vestaglia in leziose gonnelle portate con pantaloni tailor. La cerimonia della sera sceglie patch preziosi e velluti nobili per raccontare un dandy che porta giacche da camera e derby shoes ricoperte da una colata notturna di sfavillanti jais.

Giudizio. Sarah Burton prova ancora una volta di essere a suo agio girovagando nell’universo estetico di casa McQueen. E la collezione, un debutto su più fronti (la prima sfilata uomo della griffe, in tutta la sua storia, a Londra, la prima sfilata uomo della Burton, la prima sfilata uomo della maison dopo la scomparsa del designer, ndr) conquista. Racchiudendo in una manciata di uscite tutta quell’angoscia elegante, quella raffinatezza maledetta che hanno cementato l’universo estetico della maison del gruppo Ppr. (riproduzione riservata)