10 Gennaio 2013

Scervino illumina il cuore di Firenze

Lo show a Palazzo Vecchio del designer, ospite d’onore dell’83ª edizione di Pitti immagine, fa entrare nel vivo la rassegna fiorentina. In un omaggio continuo all’artigianalità del made in Tuscany

Scervino illumina il cuore di Firenze

Il salone dei Cinquecento decorato da un gioco di luci. Frammenti degli imponenti affreschi scomposti e proiettati sulle pareti a circondare la passerella montata nel cuore di Palazzo Vecchio. Firenze torna a essere cuore pulsante della moda nella serata dedicata a Ermanno Scervino, ospite d’onore dell’edizione numero 83 di Pitti immagine uomo. «Sono davvero onorato di essere qui, nella città dove è nata e cresciuta la mia maison per presentare insieme per la prima volta la pre collezione donna e l’autunno-inverno 2013/14 del menswear», ha raccontato lo stilista nelle ore precedenti lo show, tradendo l’emozione delle grandi occasioni. Un parterre di 400 ospiti internazionali non è cosa da poco e la scelta di accompagnare insieme look maschili e femminili senza che la donna, soprattutto, prevalga sul menswear è stata una grande sfida. Il segreto per uscirne vincitori? Equilibrare le oltre 60 uscite, certo, ma anche creare dei parallelismi nell’uso dei tessuti, per esempio, o nelle proporzioni dei capospalla, sportivi ma couture, in pieno stile Ermanno Scervino. Che nel menswear si concretizzano in coat sartoriali dai revers contenuti, confezionati in panno di lana doppiato, e blazer accoppiati alla maglieria. Mentre nel womenswear prendono forma in piumini couture o parka doppiati in neoprene, decorati da cappucci e dettagli fourrure. In un continuo dialogo tra sport ed eleganza. «Per la donna, non trovo nulla di più sexy di una sottoveste portata con un capospalla urbano», ha sottolineato il designer. E gambe nude, infilate in un paio di hi-heels, verrebbe da dire guardando gli outfit in passerella. Nulla di più contemporaneo. Perché un’altra delle regole dello Scervino pensiero è creare una collezione che possa passare direttamente dalla passerella alle strade di tutto il mondo. La pelle, urbana e rock, diventa come un tessuto malleabile, con il quale plasmare cappotti maschili o micro gonne plissé indossate con top leather and lace. Laminati e spalmati, i tessuti del guardaroba mannish si vestono di nuovi bagliori a contrasto con l’opacità dei panni di lana corposi. Declinati in una palette essenziale di grigio, bordeaux, nero e blu, accesa da tocchi di bianco per il womenswear. E intinta nel nero inchiostro del velluto dandy per gli outfit dell’eveningwear. Di boys che accompagnano le loro ladies avviluppate in gonne a matita, nate dall’intarsio di pitone cipria e chiffon, da indossare con top macramé dall’effetto vintage o in ensamble di organza decorata da scaglie di pelle couture. Un omaggio all’artigianalità del distretto fiorentino alla base, non va dimenticato, del successo e della crescita della casa di moda nel mondo. Omaggio che si è concretizzato in un piccolo segno, il giglio di Firenze, riportato come decoro sui dress da sera candidi e richiamato costantemente su spille e piccoli bijoux.

Giudizio. Palazzo Vecchio in festa per uno show omaggio alla sartorialità e all’artigianalità del made in Tuscany. Ermanno Scervino riesce nel suo intento di dare coerenza a uomo e donna in un ensemble che potrebbe confermarsi formula azzeccata anche per i prossimi show. (riproduzione riservata)