15 Gennaio 2013

Fendi e il grande freddo Überluxury

Pellicce euforiche, pelli cerate e accessori trasformabili sono i key pieces dell’uomo in evoluzione della griffe romana di Lvmh

di Fabio Maria Damato

Fendi e il grande freddo Überluxury

Ghiacciai e freddo polare. Lusso e tecnologia. L’uomo Fendi non rinuncia alla concretezza, a un guardaroba da maschio vero, mai troppo vanitoso, e ossessionato da materie naturali e lavorazioni hi-tech. I capospalla sono la sua vera passione. Dal montgomery da fisherman di pelle cerata al cappotto di lana agugliata, passando per le sontuose, e forse vero e unico tocco eccentrico, pellicce di castoro foderate di lana spinata e impermeabilizzata. Le vestibilità sono rigorosamente over, per le spalle e le maniche sempre abbondanti ma sagomate da stirature al rasoio, alla maglieria sempre importante, vaporosa, pesante. A volte da mescolare allo shearling eguagliato, quasi graffiato e da far sbucare dalla mantella di patchwork di astrakan. Per una sensazione da workwear deluxe, da pescatore-esploratore, pronto a partire verso i mari del Nord.

Giudizio. Cresce e matura la collezione maschile della griffe romana, satellite di Lvmh. E per questa stagione, oltre al sempre altissimo livello di lavorazioni, si regala un tocco di eccentricità che mancava nel nuovo corso. Belli i cappotti e gli accessori, dalle scarpe con fondo ghiacciato al borsello che diventa un accogliente scaldamani, fino alle shopping trasformabili in sacche da lupo di mare. Un passo ulteriore nell’estetica del brand. E forse un passo in avanti verso il fashion show. (riproduzione riservata)