15 Gennaio 2013

La business class di Bottega Veneta

Una virata al mondo tailoring per la griffe di Ppr. Tra capospalla severi e tessuti da sartoria

di Stefano Roncato

La business class di Bottega Veneta

Tic Tac. I rintocchi nel soundtrack segnano il ritmo che ricorda quasi un ufficio. Perché quella portata in passerella da Bottega Veneta sembra essere una nuova working class deluxe. «È un momento serio, in cui il lavoro è sentito come una chiara priorità», ha spiegato Tomas Maier, direttore creativo della fashion house del gruppo Ppr. E la collezione si muove sulle mutazioni dell’abito sartoriale, dove new manager si potranno riconoscere. E acquistare. Tra i neri seriosi e affidabili dell’inizio, tra mocassini intrecciati e nelle redingote portate con polo. I montgomery hanno tasche-fantasma, gli accessori sono very professional, dalle forme squadrate come le geometrie della maglieria a intarsi. Arriva la pelle dal touch severo. Montoni minimal con collo guru, pantaloni di pelle con pull dallo scollo zippato. Fino all’esercizio di abiti formali in una leather leggerissima dalle tinte cipriate. E dopo le mini decorazioni tubolari sui revers delle giacche smoking, ecco la divisa da manager, con uno sfoggio di completi precisi in tessuti ispirati al mondo tailoring. Che hanno come unico divertissement un foulard dentro e fuori la giacca.

Giudizio. Ispirazione business per fare business. Maier sembra respirare più del solito lo zeitgest di un’eleganza che parte da tratti più formali. La virata non sorprende, la cura dei dettagli è sempre stata uno dei suoi sigilli di stile. (riproduzione riservata)