15 Gennaio 2013

La devozione italiana di Dolce & Gabbana

di Fabio Maria Damato

La devozione italiana di Dolce & Gabbana

Un oratorio di provincia. Un carosello felliniano di volti e di caratteri. Una sontuosa processione in omaggio al made in Italy. Dolce & Gabbana racconta la nuova stagione scegliendo un percorso tra sacro e profano. Nel segno del rispetto. «Devozione in senso assoluto e devozione alla sartorialità. In questo momento abbiamo voglia di essere fedeli a noi stessi, di essere fedeli alla tradizione del bello italiano», hanno spiegato Domenico Dolce e Stefano Gabbana, «fedeli alle regole e ai principi cardine del menswear. Non vogliamo lavorare sulla moda ma sull’individualità della persona». Il progetto è incarnato dagli 82 ragazzi che calcano la scena, volti cinematografici recuperati curiosando tra i quattro angoli della Sicilia. Quella stessa Sicilia che continua a guidare il percorso estetico del duo. Che in alcuni passaggi cita se stesso e le silhouette di certi completi gessati dei primi 90s. Davanti a una Madonna barocca, protetta da un baldacchino di fiori e rose («La collezione è dedicata alla Madonna in quanto mamma»), sfila una processione di camicie da chierichetto, di giacche in macramé, di coat lavorati a punto croce o di semplici shirt con file di pretini stilizzati in bicicletta. C’è il nero dei coat dei diaconi di campagna e c’è il montone wild dei pastori che scendono per andare in chiesa. La litania delle T-shirt è scandita dall’effigie dei santi, da Santo Stefano a San Damiano, da Santa Lucia a San Domenico e Santa Teresa. La sera è un trionfo di velluti e broccati da arciprete, di trionfi floreali stampati sulla seta, di completi in velluto portati con sciarpe vescovili o di casacche brodé di cristalli e icone sacre, come gli stendardi delle confraternite rionali. Per raccontare una devozione romantica fatta di piccoli dettagli, come quella medaglietta che le nonne cucivano sulle canottiere di lana e che oggi viene esibita, ma con discrezione.

Giudizio. I Dolce & Gabbana colpiscono nel segno portando in scena una delle collezioni più intense di Milano moda uomo. Belle nel suo essere made in Italy, fedele al percorso che la griffe sta compiendo, capace di conquistare il cliente finale e soprattutto capace di raccontare l’universo mistico con grande rispetto. (riproduzione riservata)