15 Gennaio 2013

Sauvage Burberry

di Stefano Roncato

Sauvage Burberry

Burberry goes wild. Perché Christopher Bailey declina la brit house con una vena animalier. Dalla testa ai piedi. Maculato e zebrato che nascono su borse ampie o sulle tracolle da turista, sulle scarpe stringate, sui cappottini dalle spalle strette. Ma anche sulle montature e sulle lenti degli occhiali da sole sempre indossati. Come una new wave musicale che pervade la passerella dell’iconico marchio inglese. Che non vuole perdere le sue icone. Ripartono le rielaborazioni dei blockbuster, dei cappotti asciutti e dei trench in mutazioni croccanti, al verde militare fino alle trasparenze dei capospalla in gomma del finale. Dove si intravedono le fantasie con piccoli cuori pronti a battere sulla maglieria.

Giudizio. Un inizio di show funny (sotto cinque look autunno-inverno 2013/14). Che sciama pian piano prendendo un taglio più strategico, quasi da azienda monoprodotto. Sembra quasi che il talento indiscusso di Bailey sia stato un po’ troppo imbrigliato in un meccanismo rassicurante di immagine fast & easy to sell, che piacerà sicuramente ai manager della maison. Ma proprio perché Bailey ha talento, sarebbe bello essere sorpresi da qualche cambiamento in pedana. (riproduzione riservata)