19 Gennaio 2013

Metamorfosi sartoriale da Berluti

«Ho creato una tensione tra elementi classici e super moderni», ha spiegato a MFF Alessandro Sartori, designer della maison di Lvmh. Che nella presentazione al Museo di storia naturale ha svelato la nuova collezione eyewear. In vista, 12 nuove boutique

di Stefano Roncato (Parigi)

Metamorfosi sartoriale  da Berluti

Un fiore all’occhiello. Non sugli abiti. Ma nella rosa di brand legati a Lvmh. Perché il percorso intrapreso da Alessandro Sartori alla guida creativa di Berluti ha tracciato un nuovo sentiero nel mondo menswear. Mescolando vera artigianalità a immagine, eleganza preziosa e guizzi stylish. Conditi a una sapiente comunicazione a più livelli. Come la presentazione deluxe, seguita da una cena esclusiva. Dopo l’allestimento faraonico della scorsa stagione nel giardino di Palais Royale, l’autunno-inverno 2013/14 va in scena con un’installazione al Museo di storia naturale. Tra scheletri di dinosauri, animali impagliati, tableau vivant con un cast di modelli dai visi con carattere, dai freschi top ad affascinanti interpreti dagli occhi più vissuti. Con una parete-installazione che racconta l’albero genealogico delle celebri calzature, dai modelli storici di fine 800 fino alle riletture moderne. In un racconto, assecondato dalla location, di evoluzione vestimentaria. «Una metamorfosi sartoriale», come ha spiegato a MFF lo stesso Alessandro Sartori.

Quali sono le basi del nuovo menswear?

Tutto parte dall’abito sartoriale a tre pezzi, ma riletto nei fit. La giacca con una nuova spalla napoletana insellata ma con lavorazione a sigarette. I pantaloni con pence ma asciutti. Il gilet con il bottone basso. Una base ideale del tailoring ma anche sportswear.

Perché la definisce metamorfosi?

Per noi è stato come aprire la porta di una stanza e vedere che potevamo realizzare cose nuove facendo nascere da due idee esistenti una terza realtà. Una trasformazione con lavorazioni tutte fatte a mano. Una tensione tra elementi del mondo classico con qualcosa di super moderno.

La collezione cita tratti di eleganza un po’ anni 40…

Le lane sono nervose ma non pesanti. Il cappotto da sera è come un doppiopetto stretto. Giubbini e trench in canguro sono cerati, con interno in cashmere. Il baby lamb è foderato di piumino e poi lavato a mano.

Che novità ci sono negli accessori?

Debutta la collezione di eyewear, realizzata da un artigiano di Parigi che riesce a produre solo 30 pezzi al giorno. Sono in tartarura e acetato, dalle montature importanti. Si sposano bene con le stringate cracle di vacchetta e con le maxi bag che hanno avuto sei passaggi di colore. Con le borse che si chiudono a calamita, essenziali, senza cuciture ispirate a porta-sigari degli anni 40 e 50.

Passerete a una vera sfilata?

Cerco la formula che interpreti al meglio la collezione. Da una parte la sfilata sintetizza la silhouette in modo preciso. Ma questa formula permette di esaltare il carattere anche dei personaggi. Ma in futuro, chi lo sa?

Quali sono i progetti retail per Milano?

Si parla di una nuova boutique a gennaio 2014. Mentre in questo anno verranno aperti 12 negozi Berluti nel mondo. Tra cui due store a Parigi, poi Hong Kong e Shanghai e New York, Miami e Londra. Abbiamo potenziato anche gli atelier, con due nuovi ingressi. È un modo per non fare estinguere la specie delle sartorie. (riproduzione riservata)