22 Gennaio 2013

Amerikan Givenchy

Riccardo Tisci mixa rigore militare a stelle e strisce e icone XXX alla Mapplethorpe.

di Stefano Roncato (Parigi)

Amerikan Givenchy

Qualcosa aleggia nell’aria, si avverte appena si entra nella grande sala illuminata da due cerchi concentrici di candele. Perché Riccardo Tisci, anima creativa di Givenchy, immagina una sfilata-rito, dove celebrare le sue passioni e i suoi lati oscuri. Un onirico black and white, con zone d’ombra nel grigio. Un Amerikan gothic tra il buio di silhouette dal rigore militare a stelle e strisce, come nelle felpe a stampa a raggi X. Il mondo sport si contamina di sapienti lavorazioni couture per costruire bomber ingigantiti da imbottiture e stretti in suture come palle da baseball o da football. Piumini leather si stringono sulla vita degli shorts. Pelle e zip escono da un immaginario hard e da un inferno rock. Per giubbini biker, per mutazioni del capospalla. L’attitude latina, forte e sfacciata, non ha paura dell’iconografia alla Mapplethorpe. Provocatoria, sensuale e porno, nelle grafiche lisergiche di corpi che si incorniciano su camice e felpe, sui maglioni tartan da college horror. La luce delle candele si unisce infatti in un falò di vanità dove si bruciano anche incubi. I piedi vengono imprigionati nelle scarpe con fascia di metallo. Sono marchingegni slave.

Giudizio. Tisci chiude il cerchio, è il caso di dirlo visto l’allestimento, con la sua estetica dark e affascinante. Ripesca nel suo Dna. Sperimenta in un black out cromatico. E porta nell’uomo il mondo couture a suo modo. Una sfilata liberatoria. (riproduzione riservata)