22 Gennaio 2013

Band of Saint Laurent

di Giampietro Baudo (Parigi)

Band of Saint Laurent
NELLA FOTO, UN LOOK SAINT LAURENT PARIS AUTUNNO-INVERNO 2013/14

Rock e silhouette di uno skinny maledetto Grunge e spirito da concerto per la prima passerella uomo firmata da Hedi Slimane Che fa sfilare veri musicisti di gruppi inglesi e americani. Stefano Roncato (Parigi)

Una macchina della musica. L’imponente installazione dello sfondo si muove circolare sollevando grandi casse da concerto e neon. Accompagna la falcata decisa ma mai laccata, dirty, della band immaginata da Hedi Slimane per la prima sfilata uomo dell’etichetta Saint Laurent Paris. Sono visi che non si possono riconoscere nei modelli delle sfilate di questi giorni, la passerella è calcata da musicisti veri, da giovani cantanti scelti da gruppi inglesi o americani, da Londra fino a Los Angeles dove ha sede lo studio del designer. Senza dimenticare come Beck e Sky Ferreira siano appena diventati ambasciatori della maison nei suoi scatti fotografici. Continua quindi seguendo quello spirito musicale, che era sempre stato un suo sigillo anche da Dior homme. Come il ritorno della sua silhouette asciutta, emaciata, pre-rehab. Uno Sli-man con pantaloni stretti come una seconda pelle, tagliati e impreziositi da catenelle, di giacche ridotte ai minimi termini, di frammenti di tuxedo. Creando quella che si può definire una T-line, con spalle sorrette da un’architettura forte e un corpo a matita. Capelli lunghi ed elettrizzati, ciuffi ribelli, biondo sbagliato come nuovi Kurt Cobain per evocare un panorama sonoro. Sono accompagnati non da groupie ma da regine delle scena, protagoniste fino alla fine, visto che è proprio una donna a chiudere il défilé. Rock e grunge, con grandi sciarpe e maglioni a righe, con il tartan delle camicie, da condire con grandi cappe decorate da artisti e pant da biker zippati molto Jim Morrison, da giubbini con manto mongolia, da stivali metallari. E sempre dettagli deluxe come le applicazioni argentate sui revers di una giacca o piccoli ciondoli per le catenelle che si allacciano sul colletto della camicia.

Giudizio. Un vero Hediting. Una presa di posizione molto netta. Come aveva fatto Monsieur Yves quando aveva lanciato il pàp, per vestire tutta le gente. Allo stesso modo Slimane crea una collezione con uno spirito preciso: arrivare al grande pubblico creando desiderio. Nessuna borsa, nessuna scorciatoia da turnover, si punta sugli abiti. Pezzi dall’appeal chiaro e immediato declinati in chiave deluxe. E ribadendo il suo immaginario senza ipocrisia. (riproduzione riservata)