22 Gennaio 2013

L’elettro tailoring di Lanvin

Un sapiente gioco di opposti forgiato da Alber Elbaz e Lucas Ossendrijver. Per silhouette dalle geometrie accentuate e scontri cromatici.

di Stefano Roncato (Parigi)

L’elettro tailoring  di Lanvin

Un incipit scuote il parterre. Una melodia dalle sonorità tecno guida la marcia leggera dei ragazzi Lanvin, che si muovono tra citazioni anni 90 e una rilettura del mondo classico. Un universo elettro tailoring che per mano di Alber Elbaz e Lucas Ossendrijver sin dalla prima uscita mostra il suo esprit stagionale, giocare con i contasti. Cappotti allungati e con pant stretti, cravatta e sneakers sport e atelier insieme. La pelle si forgia nei capispalla sartoriali, nel doppiopetto notturno con tasca zippata, nella monopetto dal peso piuma. La silhouette prosegue giocando con scontri grafici di maglie e coat oversize, di abbinamenti con dolcevita sotto la shirt, di lavorazioni con imbottiture dai tratti sportivi. Le linee del corpo vengono esaltate dalle applicazioni a contrasto nelle shirt o sul lato dei pantaloni. Fino a un sottile, perverso gioco di trasparenze. Dove la classica camicia colorata diventa completamente see-through.

Giudizio. Molto in linea con il mondo Lanvin, di palette sapientemente messe insieme e di ponti tra mondi vestimentari differenti. Molto interessante la lavorazione della pelle e l’uso meno impostato della pelliccia. (riproduzione riservata)