26 Gennaio 2013

Pitti filati, l’Europa dona speranza al settore

La rassegna toscana, dedicata ai filati e ai tessuti della primavera-estate 2014, si è conclusa ieri con una sostanziale tenuta dei visitatori a quota 3.700 presenze. In calo i buyer provenienti dall’Italia. La grande scommessa arriva dai paesi del Vecchio continente e dagli Stati Uniti.

di Milena Bello e Matteo Minà (Firenze)

Pitti immagine filati ha scommesso sull’estero e proprio l’estero consente di archiviare un’edizione che, iniziata sottotono e con l’eco del calo generalizzato del comparto nel 2012, si è conclusa invece all’insegna di un moderato ottimismo e con un andamento che conferma la tendenza già sperimentata per le manifestazioni dedicate all’uomo e al bambino. Ovvero il ritorno dei buyer provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti, tradizionali bacini di riferimento del settore della filatura italiana. Una sensazione diffusa che ha trovato conferma nei dati di chiusura del salone secondo i quali la manifestazione ha richiamato 3.700 buyer, in leggero calo rispetto ai circa 4 mila dell’edizione di gennaio 2012 a causa della flessioni degli italiani. L’altra faccia della medaglia è invece la tenuta degli stranieri, a quota 1.500 buyer, con ottime performance provenienti da Gran Bretagna (+15%), Stati Uniti (+34%), Spagna (+24%), Turchia (+25%) e Hong Kong (+75%). Così le attese per il 2013 si tingono di speranza. «Il nuovo anno parte bene nonostante le sofferenze dell’Italia», ha commentato con MFF Federico Gualtieri, vicepresidente di Filpucci. Sulla stessa linea Alessandro Bastagli, presidente e ceo di Lineapiù che ha parlato di un: «Pitti tutto sommato positivo. Nonostante qualche defezione dal mercato italiano, i grandi gruppi sono passati in stand». Oreste Brignolo, direttore commerciale di E.Miroglio, ha aggiunto: «In generale ho visto che si è alzata ulteriormente l’asticella della qualità dei clienti». Gli fa eco Paolo Todisco, amministratore delegato di Zegna Baruffa: «Non si tratta di una fiera che poggia sulla quantità ma sull’innovazione e sulla ricerca di prodotti diversi da quelli che si trovano sul mercato», ha spiegato. «Dai nostri paesi di riferimento ovvero Stati Uniti e area asiatica abbiamo visto sostanzialmente una conferma di presenze», ha poi aggiunto Francesco Galli, presidente di Millefili, «semmai si sono visti pochi cinesi». Una sensazione confermata da Stefano Finotti, direttore commerciale di Filartex, new entry in quest’edizione di Pitti immagine filati, e questo nonostante i dati attestino un aumento dei buyer provenienti da Hong Kong. Il motivo? Oltre alla vicinanza con la festività del capodanno cinese, c’è da aggiungere che: «A marzo è prevista la fiera SpinExpo a Shanghai», ha concluso Cristiana Cariaggi di Cariaggi filati, «e molte tra le nostre aziende andranno direttamente in Cina». (riproduzione riservata)