26 Gennaio 2013

Roma, l’impero della nuova creatività

«Quest’edizione segna l’affermazione del connubio tra contemporaneità e tradizione», ha spiegato a MFF Silvia Venturini Fendi, al terzo anno di presidenza di AltaRoma, dando il via alla kermesse. «La moda per l’Italia è importante, non solo un sogno»

Roma, l’impero della nuova creatività

Un sigillo, che sancisce la svolta per l’alta moda romana e italiana. L’heritage della couture made in Italy sposa la cultura young dei giovani talenti. È questo l’elisir della nuova giovinezza di AltaRoma, al terzo anno di presidenza di Silvia Venturini Fendi. Si inaugura oggi, dopo il pre-opening di ieri, la 21ª edizione della kermesse romana che proseguirà fino al prossimo martedì all’insegna della rivitalizzazione dei marchi storici e dell’artigianato. Dei sarti sapienti e delle nuove leve. Sotto i riflettori la capsule collection Galitzine by Sergio Zambon, così come Lodental, il progetto guidato da Andrea Provvidenza, e Room service, protagonisti delle preview di ieri. In pedana gli show dei grandi maestri dell’alta moda romana, tra cui Sarli couture, Gattinoni, Renato Balestra e Curiel couture. E poi i nuovi nomi dell’alta moda italiana sperimentale come Giada Curti, Nino Lettieri e Camillo Bona. Fino alle anticipazioni della prossima stagione autunno-inverno 2013/14 di nomi hot&cool come Stella Jean o del laboratorio di Who is on Next, con Marcobologna, San Andrès Milano e Suzanne Susceptible. «Quest’edizione segna l’affermazione del connubio tra contemporaneità e tradizione, come testimonia l’intuizione di Renato Balestra di inaugurare il suo nuovo atelier dando spazio a giovani creativi che gli rendono omaggio», ha spiegato a MFF Silvia Venturini Fendi. Sta avvenendo un passaggio di testimone tra le vecchie guardie e i giovani; sembra sia stato digerito il concetto che gli uni sono nutrimento per gli altri e viceversa. «Vedere i grandi leoni insieme alla nuova linfa di creativi è un ottimo risultato di questi tre anni di lavoro. E questa penso sarà una foto storica», ha spiegato il presidente di AltaRoma durante lo scatto realizzato da Stefano Roncato per questa cover di MFF. Un portrait che sigla l’evoluzione e quel quid nuovo costruito in questi tre anni da Silvia Venturini Fendi. Un portrait che accende l’interesse per Roma. E il sistema moda della capitale lo testimonia: nei primi nove mesi del 2012, nonostante la congiuntura poco rosea che ha portato a una contrazione del 2,2% dell’export rispetto allo stesso periodo 2011, il segmento ha registrato un’esportazione di prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e calzature per un valore di 285,2 milioni di euro. Dato che resta nettamente superiore rispetto ai livelli registrati nel 2010 e 2009. Tre anni di crescita, quindi, come ha ribadito Silvia Venturini Fendi: «È giusto fare un consuntivo alla scadenza del consiglio e c’è stato un progresso. Intorno all’ossatura portante del calendario, hanno preso corpo progetti come Limited/Unlimited, Room service, A.I. Artisanal intelligence, che stanno dando i loro frutti. Un esempio sono i 20 designer di I.Fair invitati a esporre le creazioni al White Milano durante l’ultima settimana di Milano moda uomo», ha aggiunto il presidente. «Il lavoro che si sta facendo a Roma è silenzioso, ma costruttivo e la città sta ritrovando una propria identità forte, ricavandosi un nuovo spazio nelle geografie della moda. È più internazionale». Attenzione global avvalorata anche dai dati dei primi nove mesi del 2012, che confermano gli Usa come mercato principale dell’esportazione del settore moda romano, con oltre 36 milioni di euro (12,9% del totale) di beni esportati, in aumento del 19,7% rispetto al 2011. Al secondo posto il Giappone con 22,7 milioni (8%) e Hong Kong scende di 12,7 punti percentuali rispetto al medesimo periodo 2011, per un valore di 21,9 milioni di euro. Francia (+15,1%) e Cina rispettivamente quarto e quinto mercato di riferimento per il made in Rome, che al 31 dicembre 2012 conta più di 20 mila aziende del settore moda (il 6,9% sul totale nazionale), la maggior parte delle imprese collocata nella distribuzione (17 mila). Mentre sono 3.507 le aziende produttive, di cui il 65% sono imprese artigiane. Dati che comprovano il peso del settore e, quindi, la necessità di sempre maggiore attenzione delle istituzioni. «La moda in Italia è sempre stata considerata effimera e superflua, qualcosa che avesse poco a che fare con l’economia. Oggi», ha concluso, «tessile, abbigliamento e moda in generale, si percepiscono come un valore, il nostro petrolio. Mi auguro che con il recente cambio della giunta romana aumenti sempre più l’interesse verso il settore, così come dei nostri politici e di chi ci governa. Spero che un giorno verrà istituito un importante museo per la moda italiana proprio qua a Roma, perché la moda non è solo un sogno». (riproduzione riservata)