29 Gennaio 2013

In Passerella

In Passerella

Il blu lunare di Balestra

Nel blu dipinto di blu, Blue velvet e Mr. Blue. Più blu possibile, anche per la colonna sonora dello show. Ovviamente il blu di Renato Balestra. Che mixa fiordaliso, iris e glicine al bianco, unica altra tinta della primavera-estate 2013. I fiori ammantano abiti strapless che corrono fino ai piedi, diventano ricamo, come nuvole per bustier e boleri. Trasformano i rever in cornici vegetali, enfatizzano gli orli dei tailleur, intagliano oblò sulla schiena di kimoni e abiti plane. L’immancabile sposa ondeggia in pedana con un abito dalla doppia balza in tulle, extra vaporoso, contraltare dei dress dai riverberi lunari di preziose canuttiglie.

Giudizio. Il front row, popolato dalle signore dei salotti romani, applaude costantemente. Perché, a prescindere dalla collezione, Balestra è uno dei capisaldi dell’alta moda capitolina.

 

Tutte le foto delle sfilate solo su mffashion.com: Renato Balestra.

La vie en rose di Giada Curti

Flower power. Ma non nell’accezione 70s dell’espressione. In pedana da Giada Curti le rose prendono il sopravvento. In un tout court di donne fiorite. «Sono come steli su cui poggiare petali, come uscite da un dipinto di Elisabeth Vigée-Le Brun», ha spiegato a MFF la stilista. Una primavera-estate 2013 dalle tinte baby che glassano le dieci toilette soirée. Zarine da poema in rosa, in nuvole di organze di seta a stampa floreale, satin e chiffon impreziositi da sovrapposizioni di pizzi rebrodé e chantilly su macramè.

Giudizio. Sono donne sospese in un altro tempo. Come in un romanzo d’antan, bagnano la carta da lettere nell’essenza di rosa. Sognando il matrimonio con un abito in taffetà rosa antico.

Sarli e il Mediterraneo

Heritage partenopeo couture. Questo l’immaginario di Carlo Alberto Terranova, direttore artistico di Sarli couture. Le teste di moro si stagliano nel background. Perché: «La collezione ha toni e forme delle ceramiche di Caltagirone, delle sculture siciliane e delle maioliche», ha spiegato a MFF Terranova. Un Mediterraneo saturo, in arancio melograno, cioccolato, blu copiativo e bianco. Terranova conia coat a uovo in mikado con le venature delle foglie. Foglie che si trasformano in top o maniche dei cocktail dress. Anche sbalzate con i fiori sugli abiti da sposa, nuvole di tulle frusciante puntellate di petali e cristalli. Aerei, come gli abiti per la sera, in cady e gazar di seta. Poi, l’overlapping di falde di organza e shantung per cappe, gonne e bustier, che evocano un coquillage marittimo o pigne ornamentali.

Giudizio. Manualità deluxe per palati raffinati.

Il kitsch di Molaro

Le zanne d’elefante sono il tormentone per la primavera 2013 propinato da Gianni Molaro nella fashion week capitolina. Dunque rigide propaggini lunghe due metri, inserite nei plateau di 25 centimetri di modelle annaspanti fasciate in tute da cat woman, ma anche sotto abiti di tulle sorretti da crinoline. Auspicando che tutte le indossatrici fossero coperte da polizze vita, la sfilata è inciampata, ancora una volta, nella banalità, tra strampalate sculture total black che coprono anche il volto, e spose giallo girasole, di tulle low profile.

Giudizio. La provocazione in passerella, se non è sorretta da contenuti stilistici, diventa fine a se stessa e non serve neppure a farsi una risata.

Curiel celebra lo chic del quattrocento

La natura e l’eleganza del ritratto quattrocentesco di Simonetta Vespucci hanno dato l’input a una collezione che spinge sulla sperimentazione dei tagli, degli inserti e dei tessuti esclusivi. La maison Curiel per l’estate 2013 evita il lusso aggressivo, puntando non sulla sobrietà, ma sulla ricercatezza di uno stile che nasce da un’eleganza innata. Che timbra a fuoco le piccole giacche di seta e paglia con i bottoni di murrine, le bluse di pizzo antico, le gonne tulip, i plissé trattenuti tra pieghe discrete di abiti che sovrappongono delicati strati di georgette tagliata sbieco.

Giudizio. Il tocco del maestro che conosce le esigenze delle donne sono i completi spolverino più abito di chiffon a fiori. Preludio di classe del principesco abito da sposa.

Mireille Dagher debutta a Roma

Principesse saudite e star internazionali sono le destinatarie delle creazioni di Mireille Dagher, la designer libanese al debutto nel calendario di AltaRoma. Nel suo atelier di Beirut nascono abiti da gran sera venduti non solo negli Emirati, ma anche negli Stai Uniti e in Francia. La sua cifra sono le silhouette sinuose, arricchite da ricami, applicazioni in oro, pizzo, cascate di perle e cristalli per il cocktail, la gran sera e la cerimonia, modulata nelle palette del rosa e del giallo o del viola più intenso. Fino a risplendere nel bianco verginale dei sontuosi abiti da sposa.

Giudizio. L’attenzione al punto spalla, definito da tagli e volumi couture sono il plus di una collezione molto ricca, ma anche interessante sotto il profilo stilistico.

Gattinoni gioca in 4 dimensioni

Una collezione impostata sulle infinite trasparenze di pizzo e tulle, organze e chiffon. Tra sperimentazioni in 4D e una tranche da boudoir principeschi. Guillermo Mariotto, direttore artistico di Gattinoni, porta la maison in un vortice dove la sperimentazione è viva più che mai. Tra shorts e pagliaccetti, reggiseni a vista e pizzi tatoo, le mise anni 50 in organza stampata bianco e nero, con il punto vita strizzato in un obi ricamato, riportano, come in un flash back, ai codici dell’alta moda. Gran finale con tre proposte di lingerie couture con tanto di bikini in oro e pietre creato da Gianni de Benedittis per FuturoRemoto.

Giudizio. I ricami e le ragnatele in rafia e cristalli total black, i delicati plissé, l’illusione prospettica dei print mettono sul podio una collezione che non riesce a dosare le trasparenze in pedana.

L’Amazzonia di Nino Lettieri

La foglia palmata di monstera e il verde della foresta amazzonica sono il segno della nuova collezione di Nino Lettieri che alterna le bellissime stampe agli assoli degli abiti, delle tute, dei completi in bianco o in nero. Le silhouette slanciate, le linee definite e precise danno slancio alla sfilata che culmina nelle mise da sera con le grandi foglie intagliate a mano.

Giudizio. Il rigore della scelta cromatica e l’eleganza dei tagli couture subiscono, a tratti, l’invasione dei bijoux-scultura in plexiglas, senza, però, perdere l’efficacia dell’insieme.

Delfrance Ribeiro è punk & couture

Giochi psichedelici dentro un’anima post disco-punk. La nuova collezione del giovane designer brasiliano Delfrance Ribeiro mutua le luminose seduzioni della seta con ruche che circondano scolli vertiginosi. Tra caftani e mini-shorts, abitini con stampe a fiori su macro pied de poule in un insieme apparentemente pensato per signore in crociera, ma che fa a cazzotti con il trucco e parrucco alla Lindsay Kemp.

Giudizio. Senza infame né lode. Ma nel parterre di Ribeiro si leva legittima la domanda: dov’è finita l’alta moda? (riproduzione riservata)

 

Tutte le foto dalla passerella solo su mffashion.com: http://www.mffashion.com/mffashion/it/collezioni/2012/primavera-estate-2013/altaroma