29 Gennaio 2013

Roma gioca tra couture e red carpet

Si spengono oggi i riflettori sull’alta moda che ha animato la capitale. Tra gli eventi, la mostra Limited/Unlimited dedicata al tappeto rosso. «È ciò che definisco un mini-museo. Racchiude tutto quello che vorremmo vedere un giorno in un museo a Roma», ha detto Silvia Venturini Fendi, presidente di AltaRoma.

di Francesca Manuzzi (Roma)

Roma gioca tra couture e red carpet
L’allestimento della mostra Limited/Unlimited

Si spengono oggi i riflettori su AltaRoma. Dopo un weekend di show ed eventi, che hanno coinvolto young brand e vecchie guardie, con preview delle prossime collezioni femminili per l’autunno-inverno 2013/14 e couture estiva. Poi, un popping di progetti che mettono in luce la creatività. Dai mini atelier dei designer emergenti al Marriott Grand hotel Flora con Room service, l’artigianato di A.i. Artisanal intelligence e il book signing di Decades by Cameron Silver. «L’alta moda è un mestiere per pochi, destinato a pochi. Abbiamo istituito delle occasioni per parlare della forte componente creativa insita in questa città», ha spiegato Silvia Venturini Fendi, presidente di AltaRoma e anima della maison Fendi (vedere altro articolo a pagina II). Tutto volto a valorizzare e riportare sotto gli occhi di tutti il know how italiano, l’heritage e il futuro della creatività. Stesso fine anche di Bespoke tour, la visita negli storici atelier capitolini e Limited/Unlimited. Con un lungo tappeto rosso che corre di fronte al Tempio di Adriano e conduce all’interno, aprendo le porte su un allestimento di abiti, messi sotto i riflettori, con luci effetto flash dei fotografi. Perché il focus point di questa sesta edizione è il Red carpet del XXI secolo. «È ciò che definisco mini-museo, perché racchiude quello che vorremmo vedere un giorno in un museo a Roma. Nato tre anni fa alla Pelanda, con 12 designer che avevano presentato le loro collezioni di neo couture, Limited/Unlimited in quest’occasione mette in mostra al Tempio di Adriano pezzi di brand di respiro internazionale e giovani in un’atmosfera da red carpet», ha raccontato la Fendi. Un allestimento che mostra abiti e gioielli adatti per il tappeto rosso o realmente creati per le star. Come un abito di Elie Saab indossato da Milla Jovovich, un vintage di Armani privé della primavera-estate 2009, un Roberto Capucci del 1987, un Tony Ward portato da Pink, Vionnet ovviamente per Goga Ashkenazi e i celebri pyjama palazzo di Galitzine indossati da Jackie Kennedy e Audrey Hepburn, rieditati da Sergio Zambon. E poi gli altri brand, da Emilio Pucci a Ermanno Scervino, passando per Gucci, Roberto Cavalli, Valentino, Versace, Fausto Puglisi, Francesco Scognamiglio, Gattinoni, Marco De Vincenzo, Raffaella Curiel, Renato Balestra, Sarli couture o Sylvio Giardina. Per finire con i gioielli di Vhernier, Buccellati, Delfina Delettrez, Lucia Odescalchi, Fabio Salini e VBH. (riproduzione riservata)