14 Febbraio 2013

Dassault systèmes a tutta moda

La società da 2 miliardi di euro, specializzata nella produzione di software 3D, ha in programma un’intensificazione delle attività legate al settore fashion.

di Chiara Bottoni

Dassault systèmes a tutta moda
Monica Menghini

La moda è destinata a diventare un segmento sempre più strategico nel business di Dassault systèmes. Il gruppo francese, numero uno nel software 3D, realizza ad oggi un quarto del suo turnover, attestatosi nel 2012 a 2 miliardi di euro, grazie ad attività legate al fashion e al lusso ma la prospettiva è quella di veder crescere in maniera significativa questo campo d’azione. Sulla scia della necessità crescente delle imprese che operano nel comparto di velocizzare la propria attività e di contenere i costi di prototipia e di progettazione. «Il fashion è per noi il segmento più in espansione e anche quello oggetto di maggiore innovazione», ha spiegato a MFF Monica Menghini, executive vice-president industry, marketing and corporate communication della società. «Le prime applicazioni dei nostri software per attività legate al lusso sono state nel campo dell’orologeria. Da lì, il passo verso il fashion è stato breve. Nel 2005, attraverso la creazione di Fashion lab, abbiamo dimostrato come la 3D possa essere utilizzata anche sui materiali soffici, come i tessuti». La scelta di Dassault è stata quella di sperimentare questo software da subito in atelier couture, quello dello stilista francese Julien Fournier. «Il software è stato reso fruibile attraverso un touch screen per consentire agli stilisti di lavorare come se avessero a che fare con un vero e proprio pezzo di carta», ha proseguito, «il risultato è che oggi è possibile simulare un tessuto con tutte le sue proprietà così come la vestibilità di un capo creando dei prototipi virtuali. Prossimo step sarà la creazione di una libreria di avariar/modelli per simulare le taglie». Dalla couture al mass market il passo è stato breve. Ad oggi Dassault ha clienti come H&M, Gap e Macy’s. Oltre ad Adidas che con un software ad hoc riesce a verificare la calzata delle sue scarpe. «Il fashion è un settore in cui l’artigianalità ha un peso rilevante ed è per questo che si è mosso più lentamente verso la tecnologia rispetto ad altri comparti. Ma la necessità di velocizzare l’uscita delle collezioni sta cambiando radicalmente gli schemi», ha precisato Menghini. Se, infatti, Dassault è già fornitrice di applicazioni per la modellizzazione degli store per quasi tutte le griffe e le catene di moda, lo spazio d’azione negli uffici stile è ancora ampio. «La risposta che stiamo avendo dai designer è positiva», ha concluso, «la particolarità di questi software è infatti quella di sapersi adattare alla creatività e non viceversa». (riproduzione riservata)