23 Febbraio 2013

Le guerriere punk di Versace

Un’anima di vinile mescolato a tartan e a décor accuminati per descrivere la nuova estetica musical-glam della Medusa. Giocata su contrasti di linee e rielaborazioni dell’animalier. «Mi sono chiesta come sarebbe il punk oggi», ha spiegato a MFF Donatella Versace, «la risposta è Vunk, ovvero un punk à la Versace maniera»

di Stefano Roncato

Le guerriere punk di Versace

La Medusa ha un chiodo fisso. Letteralmente. Per perforare un orecchio, in versione industrial tribale. Come décor sulle cinture che ingabbiano strette su T-shirt da concerto. Sul fronte degli stivali borchiati. Sul lato del tubino notturno. Rendendolo pericoloso come una giocatrice futurista di Rollerball. Dangerous. Irriverente. Sfacciatamente sexy. «Mi sono chiesta come sarebbe il punk oggi», ha spiegato a MFF Donatella Versace, «la risposta è Vunk, punk alla Versace per una collezione che guarda al futuro». Con irriverenza. La nuova donna firmata Versace è estrema, sin dalla prima uscita affidata al passo virago della top Kesia. Cappotto maschile e body in vinile. That’s it. Come una venere cyborg, come eroine fantasy alla Milla Jovovich di Resident evil. Vinile che diventa un fil rouge di stagione. Mixato nei top e negli abiti del finale da sacerdotessa matrixiana. Plasmato sui pantaloni che tolgono il fiato solo a guardarli. Mescolato al tartan da Sid Vicious evoluto. Con kilt underground, con grandi coat overize che reinterpretano l’animalier. Con chocker accuminati per non essere vampirizzate in quella lunga notte dove rimbombano le note punkeggianti di una colonna sonora affidata ai Dirty bombs. Un nome, una garanzia di un fascino esplosivo.

Giudizio. Non Sex pistols, ma sex guns. Le donne della Medusa immaginate da Donatella Versace per il prossimo inverno sono armi di seduzione. Sono guerriere musicali. Pericolosamente sexy, fatali e attraenti. Perché come i cattivi ragazzi, sono le bad girls, quelle che di certo non si dimenticano. (riproduzione riservata)