6 Marzo 2013

In passerella

di Chiara Bottoni (Parigi)

In passerella

Casasola e il plissé d’artista

Dei plissés romantici che cadono fluidi su lunghi abiti in toni pastello. All’ambasciata del Brasile, in omaggio alle sue origini italo-brasiliane, Barbara Casasola presenta una collezione in punta dei piedi, aerea e immateriale. Tessuti dalle texture diversissime, spesso doppiati per avere un tombé perfetto, e colori a contrasto creano la sorpresa sugli abiti da sera dalle architetture lineari. L’ispirazione le viene dai dipinti di Fra’ Angelico e uno dei vestiti, ha sottolineato: «È quasi quello di una suora», salvo il decolleté profondissimo, benché velato. Per spezzare questa spiritualità quattrocentesca, la designer cita anche l’artista Helio Oiticica e le sue installazioni colorate, in movimento. Per esprimere queste due personalità a contrasto si potrebbe prendere l’esempio dei due cappotti della collezione: uno leggerissimo in organza, l’altro, dai colori vividi, in lana stropicciata.

L’eleganza suprema di Biani

Una donna un po’ parigina. Un po’ Rive gauche. Con quel blu e nero che sono stati l’emblema del mood più arty di Yves Saint Laurent, ripresi nel suo profumo. Un’eleganza fluida, morbida, a tratti con un piglio più aggressivo, con il lungo gilet zebrato tagliato a vivo. Alberto Biani immagina così il suo inverno. Tessuti preziosi, angora e alpaca mescolate nel cappotto dal taglio lineare e dal volume avvolgente, sete stampate realizzate su telai speciali per i completi pantalone da sera. Giacche a doppiopetto dal taglio maschile si portano con gonne al ginocchio dalle ampiezze misurate. E persino i pullover a collo alto diventano elementi di un mosaico raffinato e composto, molto couture, che trascende le mode e si posiziona in un girone dove la sofisticazione suprema sta nello saper scegliere il dettaglio giusto e associare indumenti molto diversi, anche nei colori. Biani ha citato il salone da thé parigino Angelina, dal decoro rococò: «Questo posto mi piace perchè è desueto, ha una classe a parte». Come la sua collezione, un’isola di riconforto in mezzo al ritmo frenetico del fashion system.

La nuova vita di Cacharel

L’anima romantica di Cacharel si risveglia all’ombra di stampati giapponizzanti con motivi floreali e colibrì. Il tema della stagione è Rock the print, e per arricchire questa femminilità in fiore nella collezione compaiono dei perfecto matelassé e dei parka con fodera di coyote e lapin che danno un tocco più dinamico al guardaroba, così come i filtri utilizzati per ribaltare positivo e negativo dei disegni. Lana e jersey brillano con l’aggiunta di fili di lurex, presenti anche nella camicia e gonna di seta laccata a motivi in bianco e nero. Vestitini con maniche a tre quarti e gonne ampie, sempre molto fioriti, si alternano a modelli trompe l’oeil con una gonna in flanella grigia cucita direttamente sotto la camicetta. Per un guardaroba cittadino, capi multi-tasking da interscambiare e qualche strizzata d’occhio agli anni 60.

Le architetture 60s di Albino

Albino porta la sua collezione a Parigi e per rendere omaggio alla città in cui ha fatto i suoi studi di moda offre un guardaroba che riprende gli anni 60 di Courrèges. Modelli tridimensionali che seguono un architettonico disegno a scatola, con i fianchi sottolineati da stoffe in contrasto che alternano morbidezza e rigidità per creare una vestibilità perfetta. I tailleur sono rivisti anch’essi in chiave retrò, con una tunichetta corta che prende il posto della giacca tradizionale e pantaloni dalle lunghezze accorciate al polpaccio o comunque mai oltre la caviglia. Di grande impatto, i modelli lunghi da sera (i più domandati dalla sua clientela, al 90% composta da stranieri), con pannelli tagliati in sbieco che danno un movimento sinuoso alla struttura dell’abito. Jersey di lana, jacquard, duchesse, cady e crêpe sono i tessuti di predilezione con qualche inserto di pelliccia nei capispalla che completano con eleganza il bouquet di modelli. Che si confrontano con il decorativismo del Bauhaus.

Façonnable lancia la linea ç

Il blu della French riviera domina il guardaroba invernale di Façonnable, caratterizzato dalla lettera ç per sottolineare le origini francesi della marca, ha spiegato Mira Mikati, la trendsetter libanese fondatrice del concept store più in vista di Beirut, che è l’angelo custode di questa collezione capsule. Oltre a questa tinta evocatrice dei cieli d’estate, presente su un perfecto di lana dalle proporzioni maschili che è il capo-faro, pantaloni e camicie di seta riprendono gli stampati delle cravatte della griffe degli anni 70. «Recuperate grazie ad una ricerca personale perchè tutti gli archivi sono stati distrutti», ha detto Mira Mikati. Cappotti dalle maniche ampie e pull di lana bianchissimi sono un tocco luminoso, mentre il velluto compare sulla giacca e i pantaloni a sfondo nero a motivi verde. Le casacchine sono zippate sulla schiena e due sottili bande di tessuto facilitano il movimento della cremagliera. «Mi sono ispirata ai sub quando indossano le loro tute», ha aggiunto la designer. Svelando una collezione piacevole. Che Barney’s e Maria Luisa hanno l’hanno già prenotata. (riproduzione riservata)