6 Marzo 2013

Mido, crescono i visitatori (+3%)

I dati della fiera dell’eyewear, che ha chiuso due giorni prima di Micam e Mipel, confermano il trend emerso in apertura dei saloni: gli stranieri (60% dei buyer) hanno superato gli italiani.

di Gianni Risi

Mido, crescono i visitatori (+3%)
Un’immagine del Mido

I dati di chiusura del Mido, la fiera internazionale dell’eyewear che si è conclusa lunedì a Milano con due giorni di anticipo sugli altri saloni degli accessori, Micam, Mipel e Mifur, confermano una tendenza emersa già in apertura (vedere MFF di ieri): crescono i visitatori e soprattutto crescono i buyer esteri, che hanno nettamente sorpassato quelli italiani. In attesa dei dati di Micam, Mipel e Mifur, che chiudono oggi, Mido si è concluso dopo aver registrato un aumento delle presenze del 3%, per un totale di circa 43 mila visitatori, il 60% dei quali proveniente dall’estero. Con evidenti ripercussioni in termini di vivacità e di effettività del business: da Bologna o anche da Roma si può pure venire al Mido in gita; per di più, essendo l’Italia la patria dell’eyewear, per un ottico italiano visitare uno showroom o fare un ordine è semplice pressoché in qualsiasi momento. Ma se uno arriva dalla Corea del Nord o dal Kazakistan ha chiaramente l’obiettivo di fare business. Il salone peraltro aveva già registrato un aumento degli espositori che pure è stato del 3%, con il ritorno di svariate aziende di grandi dimensioni, che hanno più che bilanciato il fatto che da questa edizione anche Marcolin abbia seguito la strada tracciata da qualche anno da Luxottica, che al Mido partecipa solo con un evento sull’home brand Persol (Marcolin ha fatto lo stesso con Web), mentre le collezioni griffate vengono presentate direttamente ai grandi clienti. Chiuso il Mido col sorriso, si attende ora dagli altri saloni la conferma definitiva che nonostante la congiuntura e la politica non siano d’aiuto l’accessorio made in Italy al mondo resta un must. (riproduzione riservata)