17 Aprile 2013

Il Brasile punta su sport e tecnologia

Mentre il settore tessile segna un calo nella produzione locale, le associazioni di categoria svelano uno scenario di sviluppo legato ad accordi per importare hi-tech e alla spinta di segmenti, come quello agonistico, trainati da eventi come Coppa del mondo e Olimpiadi. Per un settore che nel 2011 ha raggiunto un turnover di 67 miliardi di dollari

di Stefano Roncato (Rio de Janeiro)

Il Brasile punta su sport e tecnologia

Innovazione tecnologica. Maggiore valore al prodotto per fronteggiare la competizione internazionale. Grandi eventi sportivi in arrivo. La nascita di una nuova classe di consumatori. Il Brasile si sta muovendo a più velocità e il mondo del fashion e del tessile sta mettendo a punto strategie a più livelli anche in risposta a un calo della produzione locale. Che in questi giorni va in scena con FashionRio, la settimana della moda carioca, che insieme alla Spfw-São Paulo fashion week di San Paolo rappresentano le punte di diamante di un mercato che sembra «affamato di moda». E che è pronto a scendere in campo con nuovi step per la fashion industry, che vanta un turnover 2011 di 67 miliardi di dollari, come ha detto a MFF Rafael Cervone, ceo di Texbrasil program (Brazilian fashion industry export program) sviluppato dall’associazione di tessile categoria, l’Abit con Apex-Brasil.

Siete vicini al nuovo documento per l’anno 2012. Come verrà chiuso lo scorso esercizio del tessile brasiliano?

La produzione tessile brasiliana è scesa del 4,3% nel 2012. Mentre la produzione di abbigliamento è calata del 10,5%.

C’è qualche settore da tenere sotto osservazione?

In questo momento, sono gli unici dati disponibili. Informazioni più dettagliate saranno fruibili quando pubblicheremo il nostro report annuale di settore, all’inizio del prossimo semestre. In Brasile ci sono la maggior parte dei segmenti che compongono questa lunga e complessa catena produttiva. Nonostante i risultati negativi registrati nella produzione tessile e dell’abbigliamento nel loro complesso, è veritiero ritenere che esistano dei segmenti in crescita.

Che spinta daranno al business la Coppa del mondo di calcio e le Olimpiadi?

Il settore sportivo è un segmento che richiede attenzione. I grandi eventi sportivi che si svolgeranno in Brasile nei prossimi anni, riguardano la domanda di innovazioni tecnologiche. Il Brasile ha sviluppato partnership con innovation centers in paesi come Portogallo, Spagna e Giappone proprio per lo sviluppo di tessuti funzionali.

Quale è la strategia di crescita?

Non c’è un unica strategia da seguire per far sviluppare la nostra industria. Stiamo lavorando su molti livelli. Stiamo costruendo con il governo brasiliano un’agenda competitiva, pensata per ridurre le distorsioni esistenti quando si comparano le condizioni produttive in Brasile e all’estero. Che, alla fine, sono le ragioni principali delle performance registrate nell’ultimo paio d’anni. L’industria è anche coinvolta in questa agenda, soprattutto attraverso ingenti investimenti in tecnologia, design, brands, innovazione e sostenibilità. Lo scorso anno l’industria ha investito circa 2,4 miliardi di dollari in queste aree.

Molti brand internazionali stanno aprendo negozi in Brasile. I produttori e i marchi locali come affrontano questa competizione?

Tessile e abbigliamento stanno investendo nell’aggiungere valore ai loro prodotti, lavorando con gli attributi che definiscono il paese: lifestyle legato alla diversità e alla creatività, versatilità nella sustainability, nella produzione e nell’innovazione. Oltre a alla felicità del popolo brasiliano, e alla sua flessibilità per lavorare in diversi modi. Secondo uno studio della AT Akearney, il Brasile è il numero uno al mondo nel retail, per le ragioni spiegate nella domande precedenti.

Con import fee molto alte, si parla di una politica protezionistica per il vostro mercato... Continuerà?

Le importazioni di abbigliamento sono cresciute del 20% nel 2012, del 40% nel 2011 e del 42% nel 2010. Negli ultimi dieci anni, l’import brasiliano di apparel è cresciuto più di 20 volte. Questi numeri dimostrano come non sia in atto una politica protezionista, almeno non nel nostro settore. Riguardo le tariffe di importazione, è necessario sottolineate che a causa dalla valuta brasiliana sopravvalutata rispetto ai nostri competitor, l’import tariff applicata è negativa. La situazione sta naturalmente stimolando le importazioni e quindi, a questo livello le import tariff non possono essere considerate una protezione all’industria domestica.

Come vi state muovendo a livello di accordi internazionali?

Il Brasile ha attratto molti investitori internazionali interessati ai consumi in aumento nel mercato locale. Con la nascita di una classe di nuovi consumatori, che vanta spending e income totali per un trilione di reais. Se questo valore fosse convertito in Gdp (Pil-Prodotto interno lordo), saremmo un paese nel G20, alla 18ª posizione. E mentre i mercati internazionali vedono questo mercato interessante in termini di consumi, il Brasile vede questo interesse come un’opportunità per lo sviluppo di accordi di trasferimento di tecnologie. (riproduzione riservata)